Oggi ci sentiamo come i discepoli davanti a quella folla: stanchi, senza energie, con la sensazione di avere troppo poco per affrontare quello che la vita ci mette davanti. Cinque pani e due pesci non bastano. E forse anche noi diciamo spesso dentro di noi: “Non basta quello che sono. Non basta quello che ho”.
Ma il punto sorprendente del Vangelo non è soltanto il miracolo. È il fatto che Gesù non crea il pane dal nulla. Parte da quello che c’è già. Poco, insufficiente, fragile… ma reale.
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Noi passiamo la vita a guardare quello che ci manca. Gesù invece guarda quello che siamo disposti a mettere nelle sue mani.
Forse non hai tutta la forza che vorresti. Forse non hai la serenità che immagini negli altri. Forse hai pochi mezzi, poco tempo, poca fiducia in te stesso. Ma Gesù ci insegna che il cambiamento della vita non comincia quando finalmente avremo tutto. Comincia quando smettiamo di tenere stretto quel poco che abbiamo per paura di perderlo.
È incredibile come certe persone riescono a portare pace, speranza, luce, pur avendo vite difficili. Non perché possiedono tanto, ma perché hanno consegnato a Dio quel poco che hanno.
E alla fine del miracolo avanzano perfino delle ceste. Come a dire: quando vivi solo per conservarti, non ti basta mai niente. Quando invece condividiamo, scopriamo che dentro di noi c’è molto più pane di quanto pensiamo. Allora oggi abbi fede, e non dire: con ce la faccio, ma diciamo invece: possiamo farcela. E ce la faremo.
