Senza contraccambio
Poche parole quelle di Gesรน nel vangelo odierno ma, va detto, parole scomode ancora per noi oggi: chi veramente le mette in pratica? Chi รจ capace di aprire le porte della propria casa agli esclusi, agli emarginati della nostra societร ? ร giร tanto se si trova qualcuno che organizza mense per i poveri, qualcuno che si spende per accogliere i rifugiati o gli immigrati, qualcuno che assista malati o anziani, ma fare entrare costoro nello spazio delle nostre case ci sembra un poโ troppoโฆ
Eppure Gesรน parla proprio di questo e lo fa perchรฉ, invitato nella casa di un uomo illustre del suo tempo, un capo dei farisei, nota come gli invitati sceglievano i primi posti, in una gara alla ricerca della prossimitร con chi conta, chi ha potere, mentre non sanno rispondere nulla di fronte a Gesรน che guarisce un povero malato in giorno di sabato perchรฉ ritiene la vita di questโuomo preziosa.
Allora ancora una volta, come pochi capitoli prima, nella famosa parabola del buon samaritano, la questione รจ a chi vogliamo farci prossimo, chi vogliamo accanto a noi, chi guardiamo e vediamo, perchรฉ giร lo sguardo rivela la direzione del cuore (pensiamo alla parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro).
Gesรน accoglie tutti, vede tutti, si accorge degli uni e degli altri: vede il povero idropico e se ne fa carico anche se รจ sabato perchรฉ la Legge รจ a servizio dellโuomo e non viceversa; vede gli invitati che cercano i primi posti e ha una parola per loro; vede colui che ha invitato lui e gli altri e dice una parola anche a lui, per insegnargli la via della gratuitร , della capacitร di aprire le mani per donare a coloro da cui non si spera ricevere nulla, proprio nulla, nรฉ cose materiali, nรฉ riconoscenza o affetto. Infatti, non a caso, Gesรน nel menzionare chi non invitare elenca tutte persone che sono legate da un rapporto sentimentale con colui che invita: amici, fratelli, parenti e alla fine aggiunge i ricchi.
Quindi niente pasti di famiglia? Niente feste condivise con amici e parenti? Io non credo che Gesรน volesse vietare la gioia della tavola condivisa con chi amiamo (lui stesso lโha cercata e vissuta, pensiamo alle sue visite agli amici Lazzaro, Marta e Maria a Betania), ma voleva piuttosto metterci in guardia da quel sottile rischio della ricerca della reciprocitร , del โdo ut desโ, che ci intrappola in logiche di calcolo e profitto, logiche presenti oggi piรน che mai. Gesรน invece ci indica una via di libertร , una via che rende leggero il nostro passo perchรฉ sgravato dal peso del tornaconto, del โcosa ci guadagno?โ.
Gesรน ci insegna che il vero respiro che dร ossigeno alla vita, รจ quello di chi sa ringraziare per ciรฒ che ha e tutto condivide con gioia perchรฉ โvi รจ piรน gioia nel dare che nel ricevereโ (At 20,35), perchรฉ guardando negli occhi di coloro con cui condividiamo e che forse non hanno nulla da darci in contraccambio vediamo la via della beatitudine del Regno dove cโรจ un posto preparato per ciascuno di noi, nessuno escluso, per una gioia veramente condivisa con tutti.
Allora il vangelo di oggi รจ buona notizia perchรฉ ci indica una via che, strappandoci dalla schiavitรน del calcolo, ci apre alla libertร della gratuitร .
sorella Ilaria
Per gentile concessione del Monastero di Bose.
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