don Lucio D’Abbraccio – Commento al Vangelo del 22 Ottobre 2023

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Siamo immagine di Dio e a Lui apparteniamo!

La prima di questa domenica, tratta dal Libro di Isaia, ci dice che Dio รจ uno, รจ unico; non ci sono altri dรจi allโ€™infuori del Signore. Nessun potere terreno, dunque, puรฒ mettersi al suo posto.

Nel brano del Vangelo, infatti, si parla se รจ legittimo pagare il tributo a Cesare. Celebre รจ la risposta di Gesรน: ยซRendete a Cesare quello che รจ di Cesare e a Dio quello che รจ di Dioยป. Ma, prima di giungere a questo punto, gli interlocutori di Gesรน โ€“ discepoli dei farisei ed erodiani โ€“ si rivolgono a Lui con un apprezzamento, dicendo: ยซMaestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo veritร . Tu non hai soggezione di alcunoยป. รˆ proprio questa affermazione, seppure mossa da ipocrisia, che deve attirare la nostra attenzione. I discepoli dei farisei e gli erodiani non credono in ciรฒ che dicono.

Lo affermano solo come unaย captatio benevolentiaeย per farsi ascoltare, ma il loro cuore รจ ben lontano da quella veritร ; anzi, essi vogliono attirare Gesรน in una trappola per poterlo accusare. Per noi, invece, quellโ€™espressione รจ preziosa e vera: Gesรน, in effetti, รจ veritiero e insegna la via di Dio secondo veritร , e non ha soggezione di alcuno. Egli stesso รจ questa โ€œvia di Dioโ€, che noi siamo chiamati a percorrere. Possiamo richiamare qui le parole di Gesรน stesso, nel Vangelo di Giovanni: ยซIo sono la via, la veritร  e la vitaยป (cf Gv 14,6).

Una breve riflessione anche sulla questione centrale del tributo a Cesare. Il tributo a Cesare va pagato, perchรฉ lโ€™immagine sulla moneta รจ la sua; ma lโ€™uomo, ogni uomo, porta in sรฉ unโ€™altra immagine, quella di Dio, e pertanto รจ a Lui, e a Lui solo, che ognuno รจ debitore della propria esistenza. Noi siamo stati creati โ€œa sua immagineโ€ e apparteniamo a Lui. Gesรน, inoltre, ricava, dalla domanda postagli dai farisei, un interrogativo piรน radicale e vitale per ognuno di noi, un interrogativo che noi possiamo farci:ย a chi appartengo io?ย Alla famiglia, alla cittร , agli amici, alla scuola, al lavoro, alla politica, allo Stato? Sรฌ, certo.

Ma prima di tutto โ€“ ci ricorda Gesรน โ€“ noi apparteniamo a Dio. Questa รจ lโ€™appartenenza fondamentale. รˆ Lui che ci ha dato tutto quello che siamo e che abbiamo. E dunque la nostra vita, giorno per giorno, possiamo e dobbiamo viverla nelย ri-conoscimentoย di questa nostra appartenenza fondamentale e nellaย ri-conoscenzaย del cuore verso il nostro Padre, che crea ognuno di noi singolarmente, irripetibile, ma sempre secondo lโ€™immagine del suo Figlio amato, Gesรน. รˆ un mistero stupendo!

Il cristiano, dunque, รจ chiamato a impegnarsi concretamente nelle realtร  umane e sociali senza contrapporre โ€œDioโ€ e โ€œCesareโ€; contrapporre Dio e Cesare sarebbe un atteggiamento fondamentalista. Il cristiano รจ chiamato a impegnarsi concretamente nelle realtร  terrene, ma illuminandole con la luce che viene da Dio. Lโ€™affidamento prioritario a Dio e la speranza in Lui non comportano una fuga dalla realtร , ma anzi un rendere operosamente a Dio quello che gli appartiene.

รˆ per questo che il credente guarda alla realtร  futura, quella di Dio, per vivere la vita terrena in pienezza, e rispondere con coraggio alle sue sfide. Ebbene, la missione della Chiesa, come quella di Cristo, รจ essenzialmente parlare di Dio, fare memoria della sua sovranitร , richiamare a tutti, specialmente ai cristiani che hanno smarrito la propria identitร , il diritto di Dio su ciรฒ che gli appartiene, cioรจ la nostra vita.

La Vergine Maria, che non ebbe paura di rispondere โ€œsรฌโ€ alla Parola del Signore e, dopo averla concepita nel grembo, si mise in cammino piena di gioia e di speranza, sia sempre il nostro modello e la nostra guida. Impariamo dalla Madre del Signore e Madre nostra ad essere umili e al tempo stesso coraggiosi; semplici e prudenti; miti e forti, non con la forza del mondo, ma con quella della veritร . Amen!

Fonte

Don Lucio D’Abbraccio

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