Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 17 Settembre 2023

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Il servo aveva ottenuto tutto: il debito che lo separava dal suo re era stato cancellato, la magnanimitร  lo aveva fatto risorgere dalla prigione, gli erano stati restituiti la dignitร  e i beni, poteva ancora amministrarli nell’intima vicinanza con il suo re. Eppure, non appaiono in lui la gratitudine, la consolazione e la pace: una scorza sul cuore gli impedisce di lasciarsi raggiungere dalla misericordia del re. Troppo grande, stupefacente, incredibile quell’amore, e cosรฌ rispettoso della sua libertร  al punto di lasciare che si rinchiudesse nel suo orgoglio incapace di accogliere la gratuitร  del condono.

Come accade a noi, che, pur rivolgendoci a Dio, lo consideriamo uno strozzino che puรฒ solo dilazionare i tempi della restituzione: lo conosciamo attraverso la carne, e proiettiamo su di Lui l’immagine che abbiamo dell’uomo e della giustizia mondana. Per questo siamo preoccupati di quello che dovremmo fare per estinguere il debito, illusi e sedotti dall’inganno โ€œoriginaleโ€ d’essere diventati come dio, nella superba certezza di poterlo trattare da pari a pari e di saper raccogliere una fortuna quale la sua; ma ci ritroviamo stretti nel moralismo e nel legalismo che ci soffocano l’anima.

La parabola, infatti, ci illumina su quale sia il vero obiettivo di Satana: il peccato concreto รจ solo uno strumento con il quale egli cerca di inchiodarci alla disperazione cieca sull’amore infinito di Dio. Sollecita l’orgoglio perchรฉ, ferito dal fallimento, ci spinga nell’abisso di violenza, odio ed esigenza che cancella la speranza, la fede e la caritร  dal cuore, anticipo dell’inferno al quale vuole condurci. (Parrocchia San Vitale Martire, Napoli)

Per riflettere

Hai avuto esperienze di perdono ricevuto o concesso?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi