C’è un dettaglio che spesso ignoriamo nel Vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci: non è il miracolo in sé… ma ciò che resta dopo.
Noi fissiamo lo sguardo sulla folla saziata, Gesù invece fa raccogliere i pezzi avanzati. Perché?
- Pubblicità -
Perché nel Regno di Dio non si spreca nulla, nemmeno il poco. Anzi, è proprio da quel poco che tutto comincia.
Noi passiamo la vita a dire: “Non ho abbastanza… non sono abbastanza… non posso fare abbastanza…”.
Gesù, invece, non chiede il “tanto”. Chiede il poco consegnato.
Cinque pani e due pesci: ridicoli davanti a cinquemila persone.
Eppure, nelle sue mani, diventano sovrabbondanza.
Allora la domanda vera non è: quanto hai?
Ma: lo stai trattenendo o lo stai consegnando?
Perché la nostra logica è quella della scarsità:
- Pubblicità -
– se do, perdo
– se condivido, mi svuoto
– se rischio, resto senza
La logica di Gesù è un’altra matematica:
due + cinque non fa sette… fa cinquemila.
Ma attenzione: il miracolo non avviene finché i pani restano nelle mani del ragazzo.
Avviene quando vengono affidati.
E forse il punto più scomodo è proprio questo:
Dio non moltiplica ciò che trattieni, ma ciò che offri.
Vuoi più fede? Offri il tuo dubbio.
Vuoi più amore? Offri la tua povertà affettiva.
Vuoi senso nella vita? Offri il tuo vuoto.
È lì che accade il miracolo.
E poi c’è quel “di più” finale: dodici ceste avanzate.
Segno che Dio non solo riempie… straripa.
Ma quello “di più” non è per accumulare: è per continuare a nutrire altri.
Di che cosa ti senti povero… e che cosa stai ancora trattenendo?
Perché finché lo tieni per te, resta poco.
Quando lo consegni a Lui… diventa pane per una moltitudine.
E forse il miracolo che aspetti…
è già nelle tue mani.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
