Mentre gli apostoli sono lì a fare calcoli matematici e a disperarsi perché il budget non basta, spunta un ragazzo che cambia tutto. Spesso pensiamo di non avere abbastanza talento, abbastanza capacità o abbastanza “popolarità” per fare la differenza.
Gesù non cerca giganti, cerca persone disposte a mettere in gioco quel poco che hanno.” Ma che cos’è questo per tanta gente?” Questa è la domanda di Andrea, la domanda del dubbio. È la stessa domanda che ci facciamo quando pensiamo: “Cosa serve che io sia gentile, se il mondo è pieno di cattiveria?”.
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Gesù non moltiplica il nulla, moltiplica quello che gli viene dato. Il miracolo non inizia da Gesù, inizia dalle mani di quel ragazzo che si fida. Se lui non avesse dato i suoi cinque pani, la folla sarebbe rimasta digiuna. Dopo che tutti hanno mangiato a sazietà, Gesù chiede di raccogliere gli avanzi. Non è solo per educazione o ecologia, quel “nulla vada perduto” dice che per Dio nessuno è un avanzo, nessuno è inutile, anche quello che di noi ci sembra “poco” o “rimasto fuori”, per Lui è prezioso e va raccolto.
Avanza più di quanto c’era all’inizio, quando si condivide con Dio, il risultato è sempre un’eccedenza, mai un sacrificio che ti lascia vuoto. Alla fine la gente vuole farlo re, ed è normale: uno che ti dà da mangiare gratis è il leader ideale, ma Gesù scappa. Lui non vuole sudditi che lo seguono perché risolve i problemi materiali con la bacchetta magica, Lui vuole amici che imparino a fare come quel ragazzo: condividere, non vuole sedersi su un trono, vuole sedersi sull’erba con noi.
Quali sono i tuoi pani e i tuoi pesci che sei disposto a condividere?
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