- Pubblicità -

Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 3 Aprile 2025

Di fronte al complesso brano di oggi sulla testimonianza mi soffermo soprattutto sulle ultime parole: «Se non credete ai suoi scritti [di Mosè], come potrete credere alle mie parole?».

Il tono è evidentemente molto polemico, ma chiarisce che certamente la Torah, tradizionalmente attribuita a Mosè, non è un ostacolo alla fede in Gesù. Tutt’altro: anzi, ne è precondizione. In altre parole, non si può capire il Vangelo senza aver compreso la Torah. E, per giunta, non si può credere al Vangelo se non si crede sinceramente che la Torah è Parola di Dio. Il punto è: come leggiamo la Parola di Dio?

- Pubblicità -

La usiamo per cercare approvazioni reciproche o la manteniamo viva tra noi, affinché ci prepari e ci aiuti ad accogliere la novità in cui Dio si manifesta in forme inedite nella storia che abitiamo? Cosa significa veramente per la nostra vita credere in Gesù e alla Sacra Scrittura che ne dà testimonianza?

A partire dal Risorto, possiamo cogliere ovunque il riverbero della Sua Luce, quanto un’eco della Sua Voce: con il nostro cuore innamorato, pare che in fondo tutto ci parli sempre e incessantemente di Lui.

Fonte

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

Canale Telegram