HomeVangelo del GiornoPaolo Curtaz - Commento al Vangelo del 5 Febbraio 2024

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 5 Febbraio 2024

Commento al brano del Vangelo di: Mc 6, 53-56

Il lembo del mantello. Vogliamo sfiorare almeno il lembo del mantello del Signore Gesù. Questo desideriamo, come la folla che si è radunata dai dintorni del lago e attende il guaritore di Nàzaret, il falegname diventato profeta. Non pretendiamo grandi segni, non desideriamo che ci ascolti in un colloquio privato, non speriamo in un trattamento di favore.

Ci basta sfiorare il lembo del suo mantello. Che ci sfiori e ci guarisca nel profondo. Che dia sollievo a tutte le nostre disperazioni. Che ci sfiori, anche solo un istante, per comprendere quanto siamo immensamente amati. Senza limiti. Senza condizioni. Senza ricatti. Senza paure.

Perché Dio è così, non è mai evidente: appare solo di spalle, come a Mosè, perché non lo si può vedere faccia a faccia senza morire. Tanta è la sua gloria, tanta la sua bellezza. Perché Dio non è nel tuono o nel terremoto o nella tempesta, come ha capito uno scoraggiato Elia, ma nel mormorio lieve della brezza.

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Ci accorgiamo della sua presenza affinando l’udito e la vista spirituali perché il Signore si aggira silenzioso e discreto nelle nostre piccole vite. Sta a noi riconoscerlo, sta a noi capire dove sta andando e come e per quanto.

Siamo sfiorati dal mantello quando entriamo in una chiesa vuota per pregare, e lo riconosciamo nel segno del pane consacrato e spalanchiamo il nostro cuore all’adorazione al silenzio. Siamo sfiorati quando, per un istante, veniamo rapiti da una bellezza, o da un canto, o da una luce che ci richiama all’essenziale.

È così Dio, non evidente, non chiassoso, non ingombrante. Attraversa la nostra vita in punta di piedi e solo un cuore attento (e desideroso, e innamorato) lo sa riconoscere. È così, il Dio di Gesù, va riconosciuto nella quotidianità, nei piccoli segni, nelle sue impercettibili movenze.

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Sia il nostro sguardo interiore, oggi, spalancato e attento, assorto e trasparente, per riconoscere i mille segni della presenza di Dio nella nostra piccola vita che egli riempie di luce.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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