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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 5 Febbraio 2024

Il lembo del mantello. Vogliamo sfiorare almeno il lembo del mantello del Signore Gesù. Questo desideriamo, come la folla che si è radunata dai dintorni del lago e attende il guaritore di Nàzaret, il falegname diventato profeta. Non pretendiamo grandi segni, non desideriamo che ci ascolti in un colloquio privato, non speriamo in un trattamento di favore.

https://youtu.be/QKsMgyV5MgQ

Ci basta sfiorare il lembo del suo mantello. Che ci sfiori e ci guarisca nel profondo. Che dia sollievo a tutte le nostre disperazioni. Che ci sfiori, anche solo un istante, per comprendere quanto siamo immensamente amati. Senza limiti. Senza condizioni. Senza ricatti. Senza paure.

Perché Dio è così, non è mai evidente: appare solo di spalle, come a Mosè, perché non lo si può vedere faccia a faccia senza morire. Tanta è la sua gloria, tanta la sua bellezza. Perché Dio non è nel tuono o nel terremoto o nella tempesta, come ha capito uno scoraggiato Elia, ma nel mormorio lieve della brezza.

Ci accorgiamo della sua presenza affinando l’udito e la vista spirituali perché il Signore si aggira silenzioso e discreto nelle nostre piccole vite. Sta a noi riconoscerlo, sta a noi capire dove sta andando e come e per quanto.

Siamo sfiorati dal mantello quando entriamo in una chiesa vuota per pregare, e lo riconosciamo nel segno del pane consacrato e spalanchiamo il nostro cuore all’adorazione al silenzio. Siamo sfiorati quando, per un istante, veniamo rapiti da una bellezza, o da un canto, o da una luce che ci richiama all’essenziale.

È così Dio, non evidente, non chiassoso, non ingombrante. Attraversa la nostra vita in punta di piedi e solo un cuore attento (e desideroso, e innamorato) lo sa riconoscere. È così, il Dio di Gesù, va riconosciuto nella quotidianità, nei piccoli segni, nelle sue impercettibili movenze.

Sia il nostro sguardo interiore, oggi, spalancato e attento, assorto e trasparente, per riconoscere i mille segni della presenza di Dio nella nostra piccola vita che egli riempie di luce.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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