Betania è un luogo così prezioso per il Maestro!
Luogo di accoglienza, di ospitalità, luogo in cui poter essere sé stesso, senza sempre essere confrontato, smettendo per qualche ora i panni del rabbino per indossare quello dell’amico. Chissà come ha conosciuto Marta, Maria e Lazzaro, chissà cosa ha trovato in quel piccolo mondo che gli ricordava la sua Nazareth, con un ambiente così radicalmente diverso dalla Gerusalemme che uccide i profeti…
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E proprio i tre fratelli oggi la Chiesa ci invita a ricordare, nella loro ospitalità, nella loro profonda e radicata amicizia, nella loro resilienza, nella loro fede. Fede che viene messa a durissima prova quando il mistero della morte bussa alla porta della loro casa.
L’inteso racconto della resurrezione di Lazzaro, apice e culmine della prima parte del Vangelo di Giovanni, è il cuore del messaggio evangelico: il riportare alla vita l’amico amato produrrà come effetto la decisione inappellabile di giustiziare il Nazareno. E i dialoghi con le due sorelle, Marta la donna della concretezza e Maria la meditativa, accendono ulteriori riflessioni.
Al rimprovero dolente di Marta, Gesù risponde invitandola a credere, a non dubitare, a fidarsi di lui. E Marta risponde con le stesse parole pronunciate da Pietro a Cesarea di Filippi: io credo che tu sei il Cristo.
Lì era la parte maschile della comunità che professava la propria fede, qui la componente femminile. Due facce della stessa medaglia, un modo nuovo di approcciare il reale, una società in cui, attraverso la fede, non c’è più giudeo o greco, uomo o donna, schiavo o libero, perché tutti siamo uno in Cristo.
La famiglia di Betania, quindi, non ci invita solamente a fare della nostra vita un luogo dove Gesù possa essere accolto, a ribadire la nostra fede nel Signore riconosciuto Cristo, ma anche a lasciarci resuscitare da ogni episodio di morte che mina la nostra vita.
Anche noi siamo invitati ad andare a Betania, ospiti, per farci raccontare il Vangelo della quotidianità.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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