Perdonare lโaltro, perchรฉ perdonati dal Padre
Bellissimo questo stupore per lโillogico perdono: fino a settanta volte sette. Dio che rompe i nostri bilancini, che rimette i debiti sempre, che libera non come uno smemorato che dimentica il male, ma con la casta follia della croce che si prende gioco della logica e degli equilibri umani e anche delle mie morti quotidiane.
Lui รจ lโInnamorato che vede primavere dentro i miei inverni. Il servo, appena uscito, appena visto quanto sia grande un cuore di re, appena liberato, preso il suo compagno per il collo lo strangolava: ridammi i miei centesimi! Lui, perdonato di milioni.
Quel servo non รจ ingiusto, รจ senza cuore. Tecnicamente non รจ disonesto, รจ crudele. Davvero รจ possibile essere onesti e spietati. Non dovevi anche tu aver pietร ? Non dovevi anche tu agire come agisco io? Tu come me, io come Dio, la creatura come il creatoreโฆ Chiave di volta di tutta la morale biblica.
Perchรฉ avere pietร ? Semplice: per un battito allโunisono con il battito di Dio. Nella Bibbia ogni indicativo divino (ogni azione riferita a Dio) diventa un imperativo umano, per la pienezza e lo sconfinamento in alto. Un istinto in noi ci fa credere che il male si possa โriparareโ mediante un altro male, ferendo chi ci ha ferito. Occhio per occhio. Non piรน una, ma due ferite che sanguinano.
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Altro commento di p. Ermes
Il cuore largo del re
Quando decido di non perdonare, non faccio che alzare il livello di dolore. Anzichรฉ annullare il mio debito, stringo un nuovo laccio, aggiungo una sbarra alla prigione.
C’รจ un modo regale di stare nel mondo, un modo divino che risiede saldo nella larghezza di cuore: sa perdonare chi รจ piรน grande, e quindi piรน forte.
Gesรน lo spiega con la parabola dei due debitori. Il primo doveva una cifra iperbolica al suo re, qualcosa come un debito ingrassato a dismisura dagli usurai, che il povero servo non sarebbe mai riuscito a pagare. Allora, gettatosi a terra, egli lo supplicava. E il re provรฒ compassione.
Il grande re sente su di sรจ tutta l’angoscia del servo, sente che questa conta piรน dei suoi diritti di creditore, la sente allargargli il suo cuore di re.
In opposizione a questo cuore regale ecco il cuore servile: appena uscito, il servo trovรฒ un suo pari. Perchรจ โappena uscitoโ, e non unโora, non un giorno o una settimana dopo; ancora immerso in una gioia insperata, appena liberato il respiro e restituito al futuro e alla famiglia, fatta l’esperienza di un cuore regale, preso il suo compagno per il collo lo strangolava, gridando: ridammi i miei cento euro! Lui, perdonato di miliardi.
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Cosรฌ anche noi: bravissimi a calare sul piatto tutti i nostri diritti, abilissimi prestigiatori nellโazzerare i nostri doveri. Passando nelle strade del mondo come predatori, anzichรฉ servitori della vita.
Il servo perdonato non agisce contro il diritto o la giustizia. ร giusto, ma spietato. ร onesto, e al tempo stesso crudele. Giustizia e diritto non bastano da soli a fare nuovo il mondo. Anzi, l’estrema giustizia, ridammi i miei cento euro, puรฒ contenere la massima offesa all’uomo: presolo per il collo lo strangolava.
Giustizia umana รจ dare a ciascuno il suo. Ma ecco che sulla linea dell’equivalenza del dare e dellโavere, Gesรน propone quella dell’eccedenza: perdonare settanta volte sette, amare i nemici, porgere l’altra guancia, dare senza misura, profumo di nardo per trecento denari. Follia? Forse. Ma quando decido di non perdonare, quando di fronte a un’offesa riscuoto il mio debito con una contro offesa, non faccio che alzare il livello di dolore e di violenza. Anzichรฉ annullare il mio debito, stringo un nuovo laccio, aggiungo una sbarra alla prigione.
Occorre il perdono del cuore. Ed รจ difficilissimo. Comporta un atto di fede, non d’intelligenza. Nell’uomo. Un atto di speranza, non di spontaneitร . Nell’uomo.
I popoli in guerra usciranno dallโequilibrio di paura e di morte solo con il coraggio di un atto di fede reciproca. Fede รจ dare fiducia guardando non al passato, ma al futuro. Vivere il vangelo di Gesรน non รจ spostare un po’ in avanti i paletti della morale, del bene e del male, ma รจ la lieta notizia che l’amore di Dio non ha misura, che la misura del perdono non รจ mai colma.ย Il perdonante ha gli occhi di Dio, che ad occhi chiusi perdona e ti lancia in avanti, come colui che anche nel buio vede solo primavere.



