Alcune persone sono fortunate, infatti non sono invidiose, altre invece si trovano a dover soffrire a causa della invidia. È importante dirlo, perché noi normalmente consideriamo solo quanto sia doloroso soffrire a causa della invidia altrui, ma in realtà il primo a soffrire non è colui che è invidiato, ma chi è invidioso.
Senza accorgercene possiamo scivolare in questo peccato che guasta la gioia di vivere, infatti, invece di gioire per quello che abbiamo, di quello che siamo, cominciamo a fare paragoni con gli altri, e soprattutto con quelli che a noi pare stiano meglio di noi, e allora soffriamo perché loro hanno la casa mentre noi paghiamo il mutuo, perché loro hanno una famiglia e noi no, perché loro stanno bene in salute e noi siamo malati, perché loro sono ammirati dalla gente e a noi ci pare di non essere nessuno.
- Pubblicità -
E non ci limitiamo a rattristarci perché gli altri stanno meglio, magari cominciamo a borbottare, a calunniare, a parlar male alle spalle, quasi con un senso di ripicca, per sanare quella che a noi sembra una ingiustizia: che loro abbiano più di quello che abbiamo noi. Ma Gesù ci invita a non fare paragoni con gli altri, a fidarci della sua giustizia.
Perché Dio non ama gli altri più di quanto ama noi, e se pensiamo che Dio stia facendo delle preferenze ci inganniamo. Dio ha offerto anche a noi la possibilità di metterci al suo servizio, e se noi ci affidiamo a lui totalmente, non abbiamo niente di più da desiderare. Lavoriamo dunque con serenità nella vigna del Signore, e non preoccupiamoci degli altri, perché sicuramente riceveremo la nostra ricompensa.
