Ancora qualcuno ci chiede: – ma cos’è questo “Spirito Santo”? Una qualsiasi risposta è temeraria. Diciamo cose che in realtà non capiamo.
Ai tempi in cui la catechesi ragionava per idee chiare e distinte e ci consegnava catechismi a cui a domanda corrispondeva risposta le cose erano più semplici. Il catechismo maggiore di San Pio X commenta il Simbolo della Fede, il Credo, e riporta il minimo indispensabile.
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Parlando della Tua incarnazione, Gesù, ci dice che è opera di bontà e di amore e per questo si riferisce all’opera dello Spirito. Dopo di ché, nelle domande relative all’ottavo articolo del Credo “credo nello Spirito Santo” ci dice che è la Terza Persona della Santissima Trinità.
Che fa le stesse cose del Padre e del Figlio – e forse qui non ci aiuta tanto -. Che procede dal Padre e dal Figlio – con buona pace delle polemiche teologiche con la chiesa ortodossa -. E che la sua opera speciale è la santificazione delle nostre anime. Poi però aggiunge che lo stesso fanno il Padre e lo Spirito… vedi commento qualche riga sopra.
Quindi si aggiunge che scese a Pentecoste per confermare i discepoli e condurci al cielo. Fa un po’ impressione che invece nel “Catechismo Essenziale”, il bignami della catechesi, sullo Spirito si glissi totalmente.
Si cita enumerando le persone della Santissima Trinità, poi non se ne parla più, se non di striscio, riferendosi ad altro – come poi succede relativamente al Padre -. Non ci aiuta.
Pur non giudicando l’approccio che ha motivi storici, teologici ed educativi, ci teniamo stretta la nostra confusione attuale. Cercando di metterci in ascolto del Vangelo, alcune cose le possiamo dire.
C’è una successione di azioni nel brano di questa domenica di Pentecoste da leggere in senso storico e causale e non condizionale. Non è cioè che Tu ci elargisci i Tuoi doni a condizione che…
Si racconta che la conseguenza del fatto che Ti amiamo è che apriamo il cuore alla Tua volontà – che è la nostra salvezza concreta, i Tuoi comandamenti -.
Ci prometti che ci aiuti con la Tua preghiera al Padre. Che il Padre ci darà un altro Paraclito, che nell’ultimo versetto viene appunto chiamato “Spirito Santo” così come è stato detto all’inizio e lo sarà alla fine del Vangelo.
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Il termine “Paraclito” indica qualcuno “chiamato vicino”. Tradizionalmente era l’avvocato difensore, per cui intendiamo che interceda per noi.
Poi ci dici che “rimane con noi” per sempre. E che accogliere il Tuo amore porta al fatto di essere amati dal Padre. Con la conseguenza che Lui, con Te, prenderete dimora in noi.
Questo però noi non riusciamo a percepirlo. Ciò che percepiamo sono le Tue parole che sono Parola del Padre. Ciò che ricordiamo della Tua Parola, ciò che capiamo a partire da essa, ciò che possiamo vivere alla luce di questo Tuo insegnamento… tutto questo è opera dello Spirito.
don Claudio Bolognesi
