don Alessandro Dehò – Preghiera al Vangelo del 12 Febbraio 2023

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Gli amori risorti “mi sono te”

“Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento”. 

Se perfino la Legge, perfino i profeti chiedono compimento allora tutto Signore implora pienezza, tutto è meravigliosamente incompiuto. Incompiuti gli alberi e i fiori, incompiuto amarsi e incompiuto perfino morire, incompiuto nascere e odiare, incompiuto un libro, incompiuto un sogno, incompiuta ogni nostra azione. Incompiuto il nostro modo di pregare, di credere, di celebrare.

Solo tu sei il “tutto è compiuto”, solo tu, amata mia mancanza, mia dolce nostalgia, mio doloroso amore. Solo tu sei compimento, siamo fatti per sprofondare in te, siamo fatti per diventare te.

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E allora stammi accanto, parlami e guardami, mio amore vivente e risorto. Guardami con i volti che già sono te, luce perpetua, luce portata a compimento, respiri in ogni mio passo. Di loro e di te ho sempre più bisogno, di non sapermi solo, di non morire di silenzio, di sentire che gli amori risorti mi sono dentro, mi sono accanto, mi sono te.

“non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto”

Nulla passerà invano, nulla. Dolcissime e penetranti le tue parole. Tutto è abitato da te, tutto chiede compimento. Anche le forme di preghiera che non comprendo, anche le prese di posizione che mi fanno male, anche ciò che mi sembra lontano dalla verità, anche quella chiesa che mi sembra così improponibile… chi sono io, povero amante incompiuto, per giudicare i tentativi che ognuno di noi compie per provare a venire a Te?

Amo tutto, comprendo tutto, sorrido di come anche io ti abbia cercato tuffandomi nelle regole sicure dei comandamenti, in ruoli perfetti, in improbabili opposizioni che stupidamente credevo progressiste. Tutto invece non passerà senza che sia portato a compimento, la fede superstiziosa, la fede impaurita dei paramenti, la fede ragionevole degli intellettuali, perfino le bestemmie di chi non riuscendo a sentirti ti provoca, nemmeno la mia fede così infantile e confusa. Non passerà nulla di questa povera umanità che noi siamo, non passerà nulla invano perché tutto è già compiuto in te, tu sei già in noi, e un girono ogni cosa verrà alla luce, si concederà alla luce che già contiene.

“Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli”

Non resta che osservare e raccontare, non resta che provare a diventare te e insegnare te, nostra unica pienezza, amore dolcissimo e crocifisso. Questo solo rimane, questa l’unica legge, questo l’unico testo da scrivere, la nostra carne che ti appartiene, il nostro cuore che tieni nel tuo. Non resta che diventare il compimento per il quale siamo nati, non resta che farsi chiamare da chi ci ha preceduto nella luce, dai nostri morti, dai nostri Viventi e Risorti in te, da coloro che ci sorridono dal profondo luminoso compiuto di ogni cosa.

Sono qui, sei qui, che io mi possa finalmente abbandonare in Te e in loro.

“Non ucciderai (…) non commetterai adulterio (…) non giurerai il falso”

Perché nemmeno questo basta. Perché anche queste leggi sono incompiute. Perché se diventano limite da non valicare, confine sicuro, alla fine succede che ci illudiamo di essere nati solo per obbedire. Invece non basta, invece tu sai che siamo assassini, adulteri e spergiuri, tu lo sai, ma sai anche che nulla ferma il destino di pienezza che ci abita. A te non basta, tu non ti arrendi, e continui a scendere, a presidiare con silenzio dolente d’amante, lo spazio del delitto, tu sei già anche lì, tu pienezza in ogni cosa, anche del mio peccato. E da lì, se voglio, continui a prendermi per mano, tu e chi già vive in te, in un cammino intimo di possibile riconciliazione. La mia di riconciliazione, non la tua, che già è nella pienezza, che già è compiuta, che già è sigillata dal tuo amore crocifisso e risorto. Solo speri che io me ne accorga, che io creda che la vita è già risorta in Te. Allora sprofondi nel dramma per farti trovare anche lì. E io allora non ho più paura. Anche il dramma, anche il mio errore non passerà prima di essere compiuto, perché tu sei l’Onniamante di ogni parte di me.  

Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

E così saprò finalmente il gusto della verità, il parlare sarà semplice e limpido, nulla da nascondere perché tu sei in ogni cosa, nulla da falsificare, nulla di cui io mi debba ancora vergognare. Sono nudo e debole e incompiuto, lo so e lo sai, ho strappato il frutto dall’albero, ho incolpato, sono fuggito, ho ucciso e ho pianto, ho cercato giustificazioni, ho provato a nascondermi, ti ho sentito invadente, ho confuso parole d’amore con capi d’accusa, ho fatto quello che potevo, ho pregato farfugliando parole non mie prima di cedere alla tua presenza, ho fatto quello che ho potuto fare, tanto o poco non lo so, tu solo sai, tu solo sei. E sorridi e non fingi e mi regali questo sguardo libero e vero e vivo, su di me e sugli altri, sguardo che tutto comprende e nulla giudica, si chiama verità, o resurrezione, profuma di compiuto, profuma di Te.

AUTORE: don Alessandro Dehòpagina Facebook

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