L’inferno รจ omissione-di-soccorso

All’ultimo โ nell’ultima domenica a disposizione della liturgia โ s’accende la piรน bella tra tutte le rivelazioni. Una sorta di rivoluzione: a Dio, dei nostri peccati, non gliene importa granchรฉ. Soffre, il Dio cristiano, di una sorta di amnesia: per indole tende a dimenticarsi facilmente le cose.
Certe cose: non pensiamo che Dio dimentichi proprio tutto. Un Dio-smemorato sarebbe un Dio inaffidabile, una sorta di passatempo per nullafacenti. Dimentica le cose andate-storte: quindi รจ un Dio che si ricorda solamente le cose riuscite-bene. Ogni volta che ripartirร โ ripartire รจ il suo verbo preferito, assieme a cucire, riparare โ farร leva sul bene, per irridere il male e mandarlo alla deriva. Lo chiamano Giudizio-finale: a patto che giudicare sia verbo-di-convalida, non formulazione di condanna. La paura del giudizio nasce dal senso di colpa, la nostalgia della misericordia รจ la grazia che giunge dalla vergogna dei propri peccati: ยซGuardate a lui e sarete raggianti, i vostri volti non dovranno arrossireยป (Sal 34,6). La vergogna รจ forza d’urto.
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Nessuna paura, dunque: non c’รจ intento di giudizio nel cuore di Dio. “Allora tutto รจ lecito” โ dirร qualcuno. Mente, sapendo di mentire, chi pensa a questo. Il Dio cristiano รจ amante-folle della libertร : creandola, in un certo senso, ha scelto di dipendere dalla libertร dell’uomo. Il suo sogno รจ rimasto quello degli inizi: che nessuno si perda di tutti quelli che ha creato. Qualcuno, perรฒ, mostra desiderio d’andare per conto suo: in quel caso Dio โ il cui patimento nessuno riuscirร mai ad immaginare โ accetterร di vedersi rifiutato l’amore pagato col sangue. “Cosa accadrร , allora, in quel giorno? – chiederete voi. La giustizia: che, finalmente, sapremo com’รจ andata per davvero la storia. La nostra storia. Visto che quaggiรน tutto รจ confuso, intrecciato, vedo-non-vedo, il desiderio piรน ambito sarร quello di conoscere alla perfezione com’รจ andata la vita quaggiรน. E, apprendendolo, vedremo Dio firmare il nostro progetto di eternitร . Una sorta di approvazione di ciรฒ che abbiamo scelto di diventare: sarร la benedizione della libertร . Il pianto sulle nostre maledizioni: ยซUn sacco di volte le benedizioni non sono andate per il verso giustoยป (K. Haruf). Amare รจ aspettarsi tutto, anche il contrario di tutto.
Pare quasi una faccenda infrasettimanale: ยซHo avuto fame, ho avuto sete, ero straniero, nudo, malato, in carcereยป. Voi mi avete soccorso: pane-e-acqua, una porta aperta, un vestito, una visita. O il contrario: ยซNon mi avete accoltoยป. A sconvolgere, in ambedue i casi, รจ la ferialitร dei verbi: mangiare, bere, ospitare, vestire, visitare, provare-pietร . Mescolateli tra di loro e faranno una vita-intera, il Paradiso. Una sorta di stupore primigenio: perchรฉ chi li ha compiuti s’accorgerร che, facendo bene il bene, stava costruendosi il futuro: “Era scontato fare cosรฌ”, diranno. Gli altri? A mangiarsi tutti le unghie, per aver immaginato l’Eternitร una cosa astrusa โ da andarla a cercare chissร dove โ da perdersi l’attimo decisivo, quello che scorreva sotto gli occhi. Che era a portata di mano: nella credenza, sul rubinetto, nell’armadio. ร rimasto il piรน intrigante dei misteri: l’eterno si gioca nell’effimero, l’universale รจ chiuso nel particolare, i sogni di Dio dipendono dalle azioni dell’uomo. Non c’era nessun Dio a segnalare che si era nella prossimitร di gesti definitivi: aveva lasciato l’uomo come sua segnaletica. L’uomo sfinito: ยซTutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli piรน piccoli, l’avete fatto a meยป. Dio, quando vuol giocare di sorpresa, viaggia-in-borghese.
ร annuncio finale: al-di-lร saremo quello che noi abbiamo deciso di essere mentre eravamo al-di-qua. Nessuna sorpresa: perchรฉ, dunque, spaventarsi? Lo si dice anche in paese: “Si muore come si vive”. ร forma di uguaglianza, la piรน ecumenica. Non sarร Dio a mandarci all’Inferno, nel Paradiso: la sentenza รจ del Bene. Quello fatto, quello non fatto: o saremo uomini che hanno fatto il bene, oppure uomini che non l’hanno fatto. L’omissione del bene โ averlo potuto fare, non averlo fatto โ รจ azione che Dio non potrร invertire, pena la manomissione della libertร . Omissione-di-soccorso รจ motivazione d’Inferno. Il peccato, invece, รจ spinta-sul-Paradiso. Tra vergogna e nullafacenza, Dio sceglie la vergogna.
don Marco Pozza
(Qui tutti i precedenti commenti al Vangelo di don Marco)
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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
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XXXIV Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
Nostro Signore Gesรน Cristo Re dell’Universo
- Colore liturgico: Verde
- Ez 34, 11-12.15-17; Sal. 22; 1 Cor 15, 20-26.28; Mt 25, 31-46
Mt 25, 31-46
Dal Vangelo secondoย Matteo
31Quando il Figlio dellโuomo verrร nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederร sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerร gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33e porrร le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34Allora il re dirร a quelli che saranno alla sua destra: โVenite, benedetti del Padre mio, ricevete in ereditร il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perchรฉ ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmiโ. 37Allora i giusti gli risponderanno: โSignore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?โ. 40E il re risponderร loro: โIn veritร io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli piรน piccoli, lโavete fatto a meโ. 41Poi dirร anche a quelli che saranno alla sinistra: โVia, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, 42perchรฉ ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, 43ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitatoโ. 44Anchโessi allora risponderanno: โSignore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?โ. 45Allora egli risponderร loro: โIn veritร io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi piรน piccoli, non lโavete fatto a meโ. 46E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eternaยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 26 Novembre – 02 Dicembre 2017
- Tempo Ordinario XXXIV
- Colore Verde
- Lezionario: Ciclo A
- Salterio: sett. 2
Fonte: LaSacraBibbia.net
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