“Sono pochi quelli che si salvano?”, chiede un uomo che incontra Gesù, forse preoccupato per la propria salvezza, forse per quella dei propri cari, forse per curiosità. Gesù risponde cambiando il soggetto: non dice “sono pochi quelli che si salvano”, ma “molti […] cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno”.
Mi pare che per Gesù anche un numero piccolo di anime che non si salvano siano molte, troppe. Ed Egli dice chiaramente che non si salva chi opera l’ingiustizia. Si salva invece chi “ascolta la Parola e la mette in pratica” (Mt 7, 24).
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Gesù suggerisce che un tentativo umano di entrare nel Regno, se non alimentato dal seguire la strada suggerita da Dio, rischia di perdersi in una sembiante giustizia umana che è invece ingiustizia. Gli insegnamenti di Gesù, anche se non sempre comprensibili nell’immediato, tracciano una via di vera giustizia.
L’entrare nel Regno implica un impegno, una fatica, uno sforzo: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta”. Avere a cuore la propria salvezza richiede di lavorare per essa, non perdersi d’animo per le cadute, ma continuare caparbiamente a chiedere: “O Dio vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto”.
Per riflettere
Mi fermo alla giustizia umana, pesata dalla bilancia di ciò che conosco, sempre limitato, o cerco la giustizia di Dio? Cerco la Sua compagnia e gli chiedo di illuminarmi nella mia realtà quotidiana?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
