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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 22 Ottobre 2025

Gesù, che altrove è proclamato “Principe della pace”, qui afferma di essere venuto a portare fuoco e divisione, non la pace. Parole forti, che sembrano contraddire l’immagine dolce e riconciliatrice che spesso associamo al Cristo. Ma proprio per questo vanno ascoltate con attenzione, perché toccano qualcosa di profondamente vero nella nostra esperienza di fede.

Il “fuoco” che Gesù vuole accendere è quello dello Spirito, della verità, dell’amore autentico che purifica e brucia ciò che è falso. È un fuoco che non distrugge, ma trasforma, che mette a nudo le ipocrisie, che costringe a scegliere, che non permette una vita tiepida o fatta di compromessi. Per questo Gesù è anche angosciato: perché sa che questo cammino di verità passa per la sua passione, per un “battesimo” di dolore e dono totale.

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Il fuoco del Vangelo non lascia le cose come sono. La sua forza scuote anche gli affetti più intimi: «Saranno divisi padre contro figlio…». Non perché Gesù voglia il conflitto, ma perché il Vangelo obbliga a prendere posizione, a uscire dal “si è sempre fatto così”, a scegliere tra la verità e la comoda convivenza con l’errore. E quando qualcuno inizia a vivere secondo il Vangelo con radicalità, spesso scompiglia gli equilibri familiari, sociali, religiosi.

Gesù non è venuto a portare una pace fatta di silenzi e accomodamenti, ma quella pace che nasce dalla verità, anche se passa per il conflitto. Il Vangelo non ci lascia tranquilli: ci accende. Sta a noi lasciarci bruciare da questo fuoco e decidere da che parte stare.

Per Riflettere

Quante volte oggi, anche nelle nostre famiglie o comunità, la fede autentica genera incomprensioni, distanze, solitudini. Seguire Cristo non è mai una scelta neutrale: chiede coraggio, coerenza, fedeltà. Ma è proprio in questa lotta che si manifesta la libertà dei figli di Dio.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi