La parola di Dio è sempre viva, ma certamente oggi ci pone dinanzi a temi particolarmente coinvolgenti.
Il grido sofferto dal profeta Geremia dice fino a a che punto bisogna essere disposti a patire per rimanere fedeli a Dio, servendolo con cuore puro; ma non sono meno toccanti gli interrogativi sull’identità del Messia presenti nel Vangelo. Ancora oggi ci si chiede, talvolta con angoscia, chi sia Gesù.
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Le folle si dividono nel mondo e nel modo di pensare e cercare la verità… Molti “ritornano a casa propria” chiusi nel dubbio o nell’indifferenza, perché rifiutano Colui che, solo, è capace di portare unità nel cuore e tra gli uomini. Che dire poi delle persecuzioni di innocenti?
Ma occorre ricordare che ci sono figure coraggiose che, come Nicodemo, sanno sfidare l’opinione dei potenti per un indomita passione di verità. Domandiamoci: quali sono oggi voci libere e coerenti? E la mia voce come appare?
Per Riflettere
Il cristiano non può fare a meno della fede. Ma prendere con fede e sul serio Gesù Cristo è accettare nella propria vita l’irruzione dell’assoluto dell’amore, senza sapere dove si sarà trascinati. Questo rischio è al tempo stesso la liberazione, poiché, in definitiva, noi sappiamo benissimo di non desiderare che una cosa: questo amore assoluto; e, in fondo, se esso ci spoglia di noi stessi, ci introduce in quello che vale assai più di noi stessi. Ciò significa che la fede non appare un modo di sistemarsi alla fine delle avventure intellettuali. La fede non è un termine. È un punto di partenza. Introduce l’intelligenza nella più meravigliosa avventura: contemplare un giorno la trinità. (Jean Daniélou)
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
