Padre Roberto Pasolini – Terza Predica di Quaresima in Vaticano – 20 marzo 2026

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Alle ore 9 di questa mattina, nell’Aula Paolo VI, il Predicatore della Casa Pontificia, Rev.do Padre Roberto Pasolini, O.F.M. Cap., ha tenuto la terza Predica di Quaresima “La Missione. Annunciare il Vangelo a ogni creatura”.

Tema delle meditazioni quaresimali è il seguente: “Se uno è in Cristo, è una nuova creatura (2Cor 5,17). La conversione al Vangelo secondo San Francesco”.

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La successiva predica di Quaresima avrà luogo venerdì 27 marzo.

Fonte

La Missione secondo Francesco: Testimonianza, Umiltà e Incontro con l’Altro

In questa terza meditazione quaresimale, padre Roberto Pasolini approfondisce il tema della missione come naturale compimento del cammino cristiano, ponendo l’accento sul primato della testimonianza di vita rispetto alle parole.

Richiamando l’insegnamento di San Francesco, Pasolini invita a “generare Cristo” attraverso il proprio agire quotidiano, sottolineando che non si può annunciare ciò che non ha ancora messo radici profonde in noi; la fede deve quindi maturare nel silenzio e nella preghiera per trasformarsi in un’umanità nuova capace di irradiare il Vangelo in modo naturale e silenzioso.

Il cuore della riflessione si sposta poi sullo stile della missione, che deve essere caratterizzato dall’umiltà di farsi accogliere dagli altri piuttosto che dal desiderio di imporre verità esterne. Attraverso l’esempio dell’incontro tra Francesco e il Sultano, padre Pasolini spiega che l’evangelizzazione non è una conquista, ma un esercizio di ascolto e rispetto che sa attendere le domande dell’altro e porsi in una condizione di “sottomissione” amorosa. In questa prospettiva, la Chiesa non cresce per proselitismo ma per attrazione, offrendo uno spazio di libertà dove il bene già presente in ogni persona può finalmente emergere e venire alla luce.

Nella sua terza meditazione quaresimale, padre Roberto Pasolini delinea un percorso sulla missione articolato in cinque punti fondamentali, ispirati all’esperienza di San Francesco d’Assisi.

I punti salienti della predica sono i seguenti:

Il paradosso della sottomissione: Il punto d’arrivo è la scelta libera di porsi “sotto” gli altri come forma di vita cristiana. Questa sottomissione non è debolezza o perdita d’identità, ma l’imitazione dell’umiltà di Cristo che “svuotò se stesso”. È proprio questa piccolezza e umiltà vissuta a rendere fecondo ogni annuncio, permettendo al bene presente in ogni creatura di emergere liberamente.

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Il primato della testimonianza di vita sulla parola: La missione nasce dalla comunione con il Signore; non si può annunciare ciò che non ha ancora messo radici profonde in noi. Pasolini cita l’esortazione di Francesco a “predicare con le opere”, poiché lo spirito umano spesso preferisce possedere parole piuttosto che attuarle. L’obiettivo è “generare Cristo” attraverso un agire santo che diventi esempio per gli altri, lasciando che la fede maturi nel silenzio e nella preghiera prima di manifestarsi all’esterno.

Lo stile della missione: farsi accogliere: Ribaltando l’approccio tradizionale, la predica sottolinea l’importanza di lasciarsi ospitare e ricevere dagli altri prima di donare. Questo gesto di “debolezza” riconosce il valore e il bene già presente nell’altro, creando uno spazio in cui il Vangelo non è imposto, ma emerge come una grazia già all’opera. La Chiesa, dunque, cresce per attrazione e non per proselitismo.

L’arte di attendere le domande: Evangelizzare significa avere il rispetto di ascoltare e attendere che nel cuore dell’altro emerga il desiderio di Dio, evitando di anticipare risposte a domande non ancora poste. Viene citato l’episodio dei “frati e i briganti”, dove l’accoglienza e la carità precedono e rendono possibile il successivo annuncio del Signore.

La fecondità dell’incontro con l’altro: Attraverso il racconto dell’incontro tra Francesco e il Sultano, Pasolini spiega che la missione non serve per vincere o convincere, ma per incontrare. In questo scambio, il cristiano non solo dà, ma riceve anche preziosi stimoli dalla fede altrui, come accadde a Francesco che trasse ispirazione dalle lodi di Dio e dal richiamo alla preghiera del mondo islamico.

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