“Ma io vi dico…“
Gesù oggi non si limita a correggere una legge antica. Fa qualcosa di molto più sconvolgente: ci invita ad assomigliare a Dio.
- Pubblicità -
La logica umana dice: “Mi hai ferito? Ti ferisco. Mi hai umiliato? Ti restituisco la stessa moneta.” È la logica dell’equilibrio, della vendetta, della compensazione. Sembra giusta. Eppure non cambia il mondo. Il male continua semplicemente a passare da una persona all’altra.
Dio, invece, agisce diversamente. Da secoli riceve dall’umanità rifiuti, tradimenti, indifferenza, e continua a rispondere con misericordia. Sulla croce, Gesù non restituisce i colpi ricevuti: li assorbe e li trasforma in perdono.
Ecco perché non rispondere al male con il male non è debolezza. È la forma più alta della forza. Solo chi è forte può rinunciare alla vendetta. Solo chi è libero può scegliere il bene quando riceve il male.
La domanda provocatoria di oggi è questa: crediamo davvero che il bene sia più potente del male?
Perché spesso diciamo di sì con la bocca, ma viviamo come se fosse il male ad avere l’ultima parola. Conserviamo rancori, prepariamo rivincite, alimentiamo risentimenti. In fondo, facciamo fatica a fidarci della forza disarmata del Vangelo.
Gesù non ci chiede di essere ingenui o di permettere le ingiustizie. Ci chiede di non lasciare che il male entri nel nostro cuore e ci trasformi a sua immagine.
Ogni volta che scegliamo il perdono invece del rancore, la mitezza invece dell’aggressività, la generosità invece della chiusura, stiamo dimostrando che Cristo è risorto e che il male non è il padrone della storia.
Il male può ferire, ma non può vincere chi ha deciso di amare. Questa è la rivoluzione del Vangelo. E tu sei un vincitore del bene o un perdente del male?
- Pubblicità -
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
