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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 17 novembre 2025

Il cieco di Gerico ci offre una sincera lezione di fede, davanti al Cristo. Quanto spesso ci converrebbe ripetere la stessa esclamazione di Bartimeo: “Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!”. È così utile per il nostro spirito sentirci bisognosi.

La verità è che lo siamo veramente e che, purtroppo, poche volte siamo in grado di riconoscerlo davvero. Bartimeo grida, ma la gente intorno vuole che taccia! La folla non lo aiuta, anzi lo ostacola. Quelle persone forse stanno bene, non pensano al povero mendicante, giudicando un disturbo per Gesù quel grido. Chi ha bisogno non disturba mai Gesù che si è fatto carico delle infermità dell’uomo.

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Il grido di Bartimeo è invincibile perché è un’affermazione di Fede e quindi nessuno può farlo tacere, anzi ogni ostacolo lo rende più forte. È un grido che costringe Gesù a fermarsi e a chiamarlo. Chiama quell’uomo il quale, alla chiamata, getta via il mantello, balza in piedi e corre verso Gesù.

La prima cosa che fa, chiamato da Gesù, è gettare via il mantello e solo dopo si alza. Nel libro dell’Esodo si parla del mantello in questi termini: “Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l’ascolterò perché io sono pietoso” (Es 22, 25–26).

Allo stesso modo nel Deuteronomio: “Dovrai restituire al povero il pegno al tramonto del sole, perché egli possa dormire con il suo mantello e benedirti” (Dt 24, 13). Per il povero il mantello è la coperta, ciò che dà protezione e sicurezza. Per chi vive povero lungo la strada il mantello è tutto: vestito, coperta, materasso, casa, è una sicurezza. Il gesto di abbandonare il mantello da parte di Bartimeo è segno di grande fiducia in Gesù, è il segno tangibile della sua Fede.

Per Riflettere

Se oggi fossimo noi davanti a Gesù, saremmo pronti a rispondere alla domanda: “Che cosa vuoi che io faccia per te?”. Questa domanda è importante per la nostra vita. Rispondere ci fa conoscere se abbiamo finalmente capito che cosa chiedere al Signore. Egli conosce bene il nostro bisogno e vuole guarirci, ma non può se noi stessi non lo vogliamo. Siamo veramente capaci di affermare: “Signore, che io veda di nuovo!”. La nostra fede è veramente così semplice e sincera?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi