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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 23 giugno 2026

È facile dare la colpa al male, come se il male fosse più forte. Ma non è il male a essere sempre più forte: spesso siamo noi a scegliere la strada più facile.

È più facile lamentarsi che amare, giudicare che esporsi, dire “non mi riguarda” invece di fare un passo verso qualcuno. Per questo Gesù parla di una porta stretta: non perché Dio voglia complicarci la vita, ma perché l’amore vero non passa quasi mai dalla comodità.

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Poi Gesù ci consegna una regola semplice e potentissima: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”. È il Vangelo ridotto all’essenziale. Non aspettare che gli altri siano giusti con te: comincia tu. Non aspettare che il mondo diventi umano: sii umano tu.

San Massimiliano Kolbe lo ha vissuto nel modo più radicale. Ad Auschwitz, davanti a un uomo condannato a morire, non ha fatto un discorso. Ha scelto. Si è messo al suo posto. In quel gesto la porta stretta si è aperta: stretta, dolorosa, ma piena di luce.
La via larga dice: “salvati da solo”.
La via stretta dice: “ama anche quando costa”.

E proprio lì comincia la vita vera. Non quando tutto è facile, ma quando scegli il bene anche se nessuno te lo impone. Oggi puoi fare questo: non aspettare un mondo migliore. Diventa tu, per qualcuno, una parola del Vangelo.

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