Questi versetti contengono due insegnamenti importanti. Il primo, sorprendentemente, parla di non gettare perle ai porci. In un contesto di inclusività universale, Gesù dice che non tutto deve essere predicato a tutti.
I cani e i porci simboleggiano coloro che non hanno disposizione a ricevere, coloro che calcherebbero le cose sante sotto i piedi. C’è saggezza nel discernimento su come e a chi presentare il messaggio evangelico. Non è mancanza di amore, è prudenza pastorale. Poi Gesù proclama la Regola d’oro: “Tutto quello che volete che gli uomini facciano a voi, fatelo voi a loro”.
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È il comando che sintetizza Legge e Profeti. Non è riducibile a nulla di più semplice, più universale, più profondo. Se ognuno praticasse questo, il mondo sarebbe trasformato. Poi l’avvertimento sulla porta stretta. La strada facile, la porta larga—molti la prendono. È la via della facilità, del compromesso, della ricerca di se stessi. La porta stretta—pochi la trovano.
È la via di Cristo, che richiede morte a se stessi, il rifiuto di molte cose, la fedeltà alla verità anche quando è impopolare. Non è elitismo spirituale, ma realismo: la santità è difficile, il seguimento ha un costo.
Per Riflettere
Come vivo la Regola d’oro nelle mie relazioni? Scelgo la porta stretta o mi lascio trascinare dalla folla verso la porta larga?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi


