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don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 9 agosto 2026

Vangelo del giorno di Mt 14,22-33

Comandami di venire verso di te sulle acque.
Dal Vangelo secondo Matteo.

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

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Parola del Signore.

“La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.
Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura”.

ASCOLTA IL COMMENTO

La terra rappresenta sempre il luogo delle certezze.

Molte volte nella vita vengono a mancare quelle certezze umane che tanto cerchiamo per andare avanti. In loro mancanza la nostra vita sembra essere piena di una strana agitazione, ansia, paura.

Eppure in mezzo alla fatica, al senso di spaesamento e al buio, Gesù si fa spazio camminando sopra tutto ciò che ci impedisce di approdare.

La nostra reazione? Lo spavento, la paura, le urla.

E questo per motivo molto semplice: noi desideriamo cambiamenti, ma quando essi arrivano ci spaventano.

E poco importa se siamo audaci come Pietro: “«Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù”.

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Basta poco per affondare: “Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»”.

Siamo sempre divisi tra il credere a Gesù e il credere alle nostre paure.

Ma è come se il vangelo di oggi ci volesse dire che il problema non è se Dio ci ascolta, ma se noi ci crediamo davvero, o preferiamo invece il déjà vu delle nostre paure.

In fondo per quanto le odiamo, almeno loro le conosciamo. Gesù invece è la novità, è la misteriosa alternativa alle nostre paure.