Quello che Gesù risponde ai farisei, “Neanche io ve lo dico”, può sembrare quasi una ripicca, ma in realtà è un tentativo ultimo e disperato di scardinare le loro logiche.
Egli cerca di fare leva sulla loro curiosità, cerca di mostrargli i limiti della loro dialettica. Ma loro sono ostinati, hanno il cuore indurito e anche quando sono messi di fronte alla verità, cioè che il battesimo di Giovanni venisse dal cielo, non lo ammettono. Però sono codardi: non hanno il coraggio di dire ciò che pensano, forse proprio perché sanno in cuor loro che in fondo la loro non è la verità, ma per paura di perdere la vita non si mettono in gioco.
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Il peccato più grande dei farisei e degli scribi, forse, sta proprio in questo: non giocarsi la vita, tenerla per sé e nascondersi dietro norme e cavilli. Gesù ci ha messo in guardia: “chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva” (Lc 17, 33). Anzi, forse sono ancora più meschini, non hanno paura di perdere la vita, ma il proprio potere e le proprie ricchezze.
Anche in questo caso Gesù ci ha messo in guardia: “Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza” (Mt 6, 24). Guardiamoci bene dal lievito dei farisei (cfr. Mt 16, 6).
Per Riflettere
Ancora oggi nel mondo ci sono persone ostinate come i farisei. Persone che mentono pur di mantenere le proprie ricchezze e mettono a morte persone innocenti. Eppure Gesù, in croce, le ha perdonate. Chiediamo anche noi la grazia a Dio di saperle perdonare e chiediamo per loro la conversione del cuore.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
