SEI AMATO, A PRESCINDERE
Mt 11,25-27
Ti ringrazio, Padre,
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perché hai rivelato
queste cose ai piccoli.
E c’è come
una esplosione
di gioia di Gesù.
Ma da dove nasce
questo grido
di gratitudine?
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Che cosa
era successo?
In realtà è
un brutto momento.
Gesù aveva sperato
che tutti,
ma soprattutto
i più preparati,
i più istruiti,
gli scribi, i sacerdoti,
i farisei,
i primi della classe,
i migliori
avrebbero capito
il suo messaggio.
Invece, succede
il contrario.
È contestato
dalla istituzione,
dalla classe dominante
e i villaggi
attorno al lago,
dopo il primo momento
di entusiasmo,
si stanno allontanando.
Ed ecco che
in quell’aria di sconfitta
si apre davanti a Gesù
il capovolgimento
improvviso:
il posto accanto a lui
che sembrava
rimasto vuoto,
lo riempiono i piccoli,
i pescatori, i poveri,
i malati,
i poco di buono,
vedove, bambini,
pubblicani.
Ti ringrazio, Padre,
perché loro
ti hanno capito.
Ma cosa c’è da capire?
Domandiamolo
a un bambino.
Un bambino
capisce subito
la cosa essenziale,
se gli vuoi bene o no,
che poi è
il segreto semplice
della vita.
Non ce n’è un altro.
Non ce n’è uno
più profondo.
I piccoli, i peccatori,
gli ultimi della fila,
hanno capito
la rivoluzione.
Tu sei amato,
a prescindere,
indipendentemente
di amore unilaterale.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
