Signore, insegnaci a pregare
Il vangelo di Luca รจ particolarmente attento a presentare Gesรน in preghiera. Lo fa non solo in riferimento a momenti decisivi della sua vicenda โ pensiamo al Battesimo, alla Trasfigurazione o durante la sua Passione โ, ma anche nello scorrere dei giorni, ritraendolo in luoghi appartati, di buon mattino.
Una preghiera che si esprime come lode nei confronti del Padre, accettazione della sua volontร , richiesta di perdono, fiducioso abbandono nelle sue mani.ย Gesรน aveva un modo tutto suo di rivolgersi a Dio, che chiamava โAbbร โ, con unโespressione di confidenza e abbandono che deve avere interrogato chi viveva accanto a lui.
Noi oggi ne possiamo cogliere alcuni aspetti grazie a quel discepolo anonimo che con semplicitร gliene ha chiesto conto: โSignore, insegnaci a pregareโ. Insegnaci a entrare sempre di piรน nella tua relazione con Dio. โInsegnaciโ. Cosรฌ pure altrove, il salmista si rivolge a Dio chiedendogli: โInsegnaci a contare i nostri giorniโ (Sal 90,12).
Gesรน risponde suggerendo una traccia di preghiera semplice e breve, lui che aveva detto: โQuando pregate, non sprecate parole perchรฉ il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediateโ (Mt 6,7-8). Questa si offre a noi come guida per entrare nella sua relazione con il Padre e diventare sempre piรน in veritร figli e figlie nel Figlio.
E infatti la prima parola รจ proprio โPadreโ, che esprime un rapporto intimo, personale, e ci ricorda la nostra origine: siamo stati pensati e voluti da Dio. Unโinvocazione non accompagnata da attributi specifici. Questi sono lasciati a noi e riflettono il nostro stare davanti al Signore con quello che siamo, con la nostra storia.
Le invocazioni che seguono sono eco della vita di Gesรน: la sua attesa del Regno; la sua conoscenza di Dio, del mondo, delle relazioni umane; lโesperienza della sua lotta contro il male. Esse hanno una portata universale perchรฉ esprimono ciรฒ di cui abbiamo veramente bisogno, che รจ decisivo per le nostre vite. Siamo abitati da domande, abbiamo fame di pane e di perdono, facciamo i conti con il male.
โPerdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitoreโ (Lc 11,4). Gesรน non voleva che la preghiera diventasse un luogo intimo, riservato, da cui ogni altra presenza rimanesse esclusa. Se Dio รจ Padre, la preghiera rimanda necessariamente ai fratelli e alle sorelle che Dio ama come ama ciascuno di noi, e che sono bisognosi come noi di uno sguardo di misericordia.
La preghiera del Padre โnostroโ ci รจ guida anche in questa apertura allโaltro. Ricordo un anziano monaco incontrato in Grecia che descriveva la preghiera come una grande sala allestita nel nostro cuore in cui invitare i nostri fratelli. Perchรฉ pregare, prima che parlare con Dio, รจ ascoltare gli uomini; prima che scomodare Dio, รจ lasciarsi scomodare da qualcuno che ha bisogno di noi aprendogli le porte del nostro cuore.
fratel Salvatore
Per gentile concessione del Monastero di Bose.
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