Vangelo di Giovanni – Gv 17,20-26
Siano perfetti nell’unitร .
In quel tempo, [Gesรน, alzร ti gli occhi al cielo, pregรฒ dicendo:]
ยซNon prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perchรฉ tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perchรฉ il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perchรฉ siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perchรฉ siano perfetti nell’unitร e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perchรฉ contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poichรฉ mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farรฒ conoscere, perchรฉ l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loroยป.
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Parola del Signore.
Ci sono momenti nella vita in cui attraversiamo dei tunnel che sembrano non finire mai. Sofferenza, delusioni, depressione, guai sul lavoro, problemi famigliariโฆ Momenti in cui nemmeno la fede sembra darci un aiuto sostanziale, in cui, davvero, come gli apostoli, abbiamo lโimpressione di essere sulla barca che affonda, senza possibilitร di salvezza.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 5 Giugno 2025” su Spreaker.Non รจ segno della mancanza della fede: al discepolo la sofferenza non viene evitata. Perchรฉ, diciamolo, lโidea che il dolore sia unโingiustizia ce lo portiamo nel cuore, ci ribelliamo, fatichiamo ad accettarlo.
Ci rendiamo conto, anche se discepoli, anche se credenti, che sofferenza e morte ci appaiono inspiegabili e proprio questa ribellione, paradossalmente, rivela la misura della nostra anima, la sua eternitร .
Gesรน stesso (Gesรน!) lo ha sperimentato, ha vissuto lo smarrimento di chi pensa di avere sbagliato tutto, di chi non riesce a darsi una ragione. Ma lui, diversamente da me, ha ostinatamente creduto.
In quei momenti di fatica possiamo recuperare un briciolo di speranza e di coraggio che ci permette di andare avanti guardando proprio a come il Signore ha affrontato il Getsemani.
In quel momento si รจ preoccupato dei suoi, di chi rimaneva, di chi sarebbe rimasto colpito dagli eventi. Non pensa a sรฉ, il Maestro, pensa a me.
E, meditando la splendida preghiera sacerdotale, acquistiamo speranza nel leggere che il Signore, in quel tragico momento, ha pregato per noi, per me.
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Il Signore prega per coloro che, ascoltando la testimonianza degli apostoli, hanno creduto: noi, appunto. Mi emoziona sapere che ero presente al Getsemani, mi emoziona sapere che anche la mia salvezza e il mio bene sono stati una ragione per spingere Gesรน a donarsi totalmente.
Allora mi metto in ascolto del dolore del mondo, assunto in quel momento dal Signore, allora scopro che ogni dolore, ogni solitudine, ogni pianto disperato รจ giร stato abbracciato da questa preghiera, dal dono di sรฉ del Maestro.
Voglio non rendere vano il suo sacrificio, in questa giornata.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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