1° Lettura
– Ma la comunità di Gerusalemme,
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descritta da S.Luca,
dove tutti partecipano alla catechesi,
alla liturgia domenicale,
alla condivisione dei beni,
dove tutti sembrano vivere in perfetto accordo,
senza che alcuno patisca la povertà
e tutti godono la stima della gente…
ma è una comunità reale
oppure
S.Luca sta descrivendo una comunità ideale?
E’ chiaro che sta descrivendo
una comunità modello
a cui tutte le altre comunità
dovrebbero prendere esempio.
– La realtà è quella descritta
in questa pagina:
un momento di contrasto tra
ebrei
nativi del posto,
tradizionalisti,
leggevano la Bibbia in ebraico,
parlavano aramaico,
frequentavano ancora il Tempio,
ed erano la maggioranza…
e gli ellenisti
nati ed educati all’estero,
di cultura greca,
non legati alle tradizioni degli altri ebrei,
parlavano greco,
più aperti dal punto di vista culturale;
in netta minoranza numerica.
– Sorge tensione tra i due gruppi
ebrei ed ellenisti
pur facendo parte
della medesima comunità cristiana:
gli ellenisti si lamentano perchè
le famiglie delle loro vedove
venivano trascurate rispetto
a quanto la comunità faceva per il gruppo
e per le vedove degli ebrei.
– Come risolvono il problema gli Apostoli?
Fanno scegliere 7 persone sagge e degne
a presiedere la distribuzione degli alimenti
destinati alle famiglie povere.
– Due di questi personaggi Stefano e Filippo
li ritroveremo nelle pagine degli Atti
e a loro in seguito
saranno dedicati spazio e attenzione.
– La conclusione:
1° la Chiesa non è fatta di Angeli, né di santi;
dissidi possono verificarsi,
per i limiti personali e umani;
vanno tuttavia risolti,
nella preghiera e nel dialogo.
2° Questo contrasto o incidente
in seno alla comunità di Gerusalemme,
ha dato inizio ai “ministeri” nella Chiesa:
laici che occupano ruoli di responsabilità
a fianco dei presbiteri,
con la medesima dignità
e responsabilità nel servizio.
VANGELO
SEGNI DELLA RISURREZIONE
nella fede
1° Gesù stesso annuncia la sua morte e risurrezione
(Luca 18) (Marco 10) (Matteo 20)
2° Il sepolcro vuoto (Gv. 20)
3° le bende afflosciate e ripiegate (Gv. 20)
4° le bugie delle autorità (Matteo 28)
5° le apparizioni (Gv. 20)
6° i suoi amici e le donne lo sentono vivo
7° il cambiamento repentino subito dagli Apostoli
8° La forza di convincimento sulla gente
che ha la predicazione degli Apostoli (Atti 2)
9° i tentativi delle autorità religiose
per fermare gli Apostoli
e la diffusione della notizia (Atti 4-5)
10° i miracoli:
il paralitico guarito da Pietro e Giovanni alla porta del Tempio (Atti 3)
la liberazione miracolosa di Pietro (Atti 12)
11° i martiri per Cristo: S.Stefano (Atti 7)
S.Giacomo (Atti 12)
12° la conversione di S.Paolo (Atti 9)
13° la rapidità con cui si è diffuso il cristianesimo
14° la Sindone
– Gesù stesso annuncia la sua morte
e risurrezione:
1° occasione
in cui Gesù parla della sua morte e risurrezione:
– “Intervennero alcuni capi ebrei
e domandarono a Gesù:
“Dacci una prova che hai autorità per fare queste cose”.
Rispose Gesù:
“Distruggete questo tempio,
e in tre giorni lo farò risorgere!”.
Quelli replicarono:
“Ci sono voluti 46 anni per costruirlo, questo tempio,
e tu in tre giorni lo rimetti in piedi?”
Ma Gesù parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti,
i suoi discepoli si ricordarono
che aveva detto questo e credettero alle parole di Gesù.” (Gv.2, 18-22)
2°
– Gesù rivolto ai suoi discepoli
cominciò a dire apertamente:
“Il Figlio dell’uomo dovrà soffrire molto.
E’ necessario: Gli anziani del popolo,
i capi dei sacerdoti e i maestri della legge
lo condanneranno:
egli sarà ucciso,
ma dopo tre giorni risusciterà” – (Mc.8, 31-32)
– Marco 9, 31
– Marco 10, 33-34
3°
– Mentre erano in viaggio verso Gerusalemme
Gesù chiese ai suoi:
“ La gente chi dice che io sia?
e Pietro: “Tu sei il Cristo”…
Da quel momento Gesù cominciò a spiegare
ciò che gli doveva capitare:
i capi del popolo mi faranno soffrire molto,
sarò ucciso,
ma il terzo giorno risusciterò” (Matteo 16, 13-21)
4°
– Un giorno, Gesù parlando di se stesso,
si presenta come il vero Pastore
con un atteggiamento totalmente diverso
da come si rapporta il mercenario con il gregge:
il mercenario si serve delle pecore,
per i suoi interessi,
per guadagnarci;
in caso di pericolo
abbandona le pecore al loro destino,
mentre il vero pastore,
a cui stanno a cuore le pecore,
dà la vita per loro,
“Io la offre liberamente
per poi riprenderla di nuovo”. (Giov. 10, 18)
Conclusione:
tutte queste affermazioni di Gesù
in cui fa accenno e predice
la sua morte e Risurrezione,
sono un segno, se non una prova,
che Gesù stesso aveva annunciato
la sua Risurrezione;
il fatto che Gesù l’avesse detto,
per chi ha fede nella Parola di Gesù,
è la prova che Lui è veramente risorto;
se non fosse risorto
la sua Parola non sarebbe vera…
e crolla tutto.



