Come domenica scorsa, anche nella pericope di oggi Gesรน si rivolge ad un uditorio sempre piรน importante: una folla e una moltitudine di persone che l’evangelista ne precisa anche la provenienza, sottolineando cosรฌ, forse, una attenzione anche da parte di chi segue altre religioni o non sono del tutto fedeli all’ebraismo.
Cambia lo scenario: non su una barca (o su un monte come in altre occasioni) bensรฌ โun luogo pianeggianteโ. La cornice dell’evento che si sta svolgendo รจ impressionante: il Maestro parla da seduto, i discepoli sono invece in piedi. Prima insegnava e come i maestri sta in alto e si rivolge verso il basso. Ora parrebbe piuttosto pregare: guarda verso l’alto, dove c’รจ il Padre.
Non solo, alza gli occhi verso i discepoli. A loro rivolge quella parola che รจ destinata a tutti e che loro per primi devono comprendere per portarla ad ogni persona. Devono ascoltare con attenzione, quelle che definiamo โbeatitudiniโ.
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Conosciamo due versioni di questo capolavoro lessicale e teologico, come del resto registriamo anche due testi dell’unica preghiera che il Signore ci ha lasciato. In entrambi i casi, Matteo ci offre un testo piรน lungo, mentre Luca uno piรน stringato.
Diversamente dalle beatitudini secondo Matteo, il racconto di Luca รจ articolato su due binari: alle quattro beatitudini seguono quattro invettive (โguai a voiโ). Da una parte troviamo i segnali di una prassi esigente alla quale si contrappone un modello di vita che conosciamo bene anche oggi.
Le beatitudini sono come cartelli stradali che indicano un percorso da intraprendere pur nelle difficoltร e debolezze umane. Dall’altra la realtร umana di chi antepone sรฉ stesso ai fratelli e a Dio. Nulla di nuovo. E sono passati duemila anni.
Per riflettere
Povero รจ colui che รจ bisognoso; ricco chi si ritiene autosufficiente. Il povero non รจ nelle condizioni di fare da solo; il ricco pensa che gli altri non sono indispensabili. Come possiamo ritenerci ricchi nei confronti del Dio misericordioso di Gesรน di Nazaret? Come riconoscerlo oggi? Anche nei nostri fratelli.
AUTORI: I commenti di questo mese sono curati da Massimo Salani
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi



