don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 19 Aprile 2020 – Gv 20, 19-31

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“La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!»”.

Sembra che anche i discepoli siano in quarantena nel Vangelo di oggi. E ci rasserena sapere che il “distanziamento sociale” provocato dalla paura, non è un impedimento a Gesù. La Misericordia è sapere che non esiste una miseria dove Egli non abbia potere di mandare Suo Figlio a pronunciare l’esorcismo più potente di tutto il Vangelo: “Pace a voi”.

Finché la pace vorremo darcela da soli, dovremmo solo sperare che prima o poi potremmo “vedere e toccare” come Tommaso, ma quando accettiamo che la Pace è un dono, allora non c’è alcun bisogno di dover sbattere il muso prima di incontrarla, perchè Gesù può darcela in questo preciso istante, senza aspettare nessun altra condizione favorevole.

La Pasqua non è aspettare la Pasqua, ma accorgersi che oggi è Pasqua, e quello che stiamo cercando è già qui. L’Amore di Dio non è lontano da noi, è esattamente lì dove ci troviamo, fosse anche la più terribile e buia cantina esistenziale in cui siamo andati a finire.

Serve però crederci per vederlo, e non aspettare di vederlo per crederci.

Credere per toccare…non toccare per credere

[Commento del 2019]

L’incredulo è colui che dubita sul fatto che una cosa come la resurrezione di Gesù sia vera.
Il credente è uno che dubita che una cosa come la resurrezione di Gesù sia falsa.

Il dubbio è nel nostro essere umani, dobbiamo però scegliere di cosa voler dubitare: del bicchiere mezzo pieno o di quello mezzo vuoto?
Così che se l’incredulo dice “e se non fosse vero?” e per questo vive in difensiva, il credente dice “e se fosse vero?” e vive di conseguenza a questo.

La misericordia di Dio è tutto il tempo che Dio perde con ciascuno di noi per farci abituare alla Pasqua.

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