Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 31 Maggio 2020

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Il commento alle letture del 31 Maggio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Ricevete lo Spirito Santo

DOMENICA – PENTECOSTE – 31 MAGGIO (Gv 20,19-23)

Con il dono dello Spirito Santo, Gesù dona mandato ai suoi Apostoli di costruire la città di Dio, in opposizione alla città degli uomini, il cui nome è Babele. Leggiamo nella Genesi: “Tutta la terra aveva un’unica lingua e uniche parole. Emigrando dall’oriente, gli uomini capitarono in una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da malta. Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un’unica lingua; questo è l’inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro». Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra” (Gen 11,1-9). Babele è la città della superbia, creatrice di confusione e di allontanamento degli uomini gli uni dagli altri. È anche la grande città dell’idolatria e dell’immoralità. Ben presto nei profeti Babele sarà sostituita con Babilonia, la città dell’ingiustizia, dell’idolatria, dell’immoralità, della schiavitù, di ogni vizio.

Chi è mandato dal Padre e da Cristo Gesù a costruire la nuova città, nella quale dovrà abitare la nuova umanità, anch’essa da costruire e da edificare, è lo Spirito Santo. Non però da solo, ma per mezzo degli Apostoli di Gesù. Questi, nello Spirito Santo e per Lui, dovranno edificare la nuova umanità, battezzando ogni uomo e rigenerandolo come nuova creatura, aggregandolo alla nuova città che è il corpo di Cristo, la sua Chiesa. Il neo rigenerato e neo aggregato dovrà essere alimentato con l’amore del Padre, la grazia di Cristo Gesù, la verità e la luce dello Spirito Santo. Questa opera gli Apostoli devono svolgerla senza alcuna interruzione. Se essi non lavorano, lo Spirito mai potrà operare. La nuova città non si costruisce e neanche la nuova umanità potrà essere rigenerata. Sono gli Apostoli e i Vescovi, loro successori, nella comunione tra di loro e con Simon Pietro, loro Pastore supremo nella verità e nella carità che sono in Cristo Gesù, i Padri, che dovranno formare il corpo di Cristo con l’aggiunta di nuovi membri, lo dovranno perennemente nutrire di grazia e verità, di luce e vita eterna, lo dovranno custodire nella carità del Padre, nella vita di Cristo, nella santità dello Spirito di Dio. Se essi, omettendo il loro ministero di luce e di grazia, di rigenerazione e di nutrimento del corpo di Cristo, si dedicano ad altro, l’umanità nuova mai verrà costruita e la città santa che è il corpo di Cristo mai verrà edificata sulla nostra terra.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Collaboratori degli Apostoli nella costruzione del corpo di Cristo e nella rigenerazione e creazione della nuova umanità sono i presbiteri, i diaconi, ogni cresimato e battezzato. Ognuno deve partecipare con il suo particolare carisma, speciale ministero, singolare vocazione e missione. Se anche una sola persona priva lo Spirito Santo della sua opera, la costruzione della città rallenta i suoi lavori e il corpo di Cristo non risplende con tutta la potenza della sua luce e del suo amore. Così San Paolo: “Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo” (Ef 4,11-13). Ad ognuno è chiesta la sua opera.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci costruttori del corpo di Cristo e della nuova umanità.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.