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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 27 Aprile 2024

Commento al brano del Vangelo di: Gv 14, 7-14

Ecco dove si fonda la nostra fede: sulla testimonianza di quel gruppo di uomini e donne che hanno conosciuto il Maestro e lo hanno seguito. La nostra è una fede apostolica: noi crediamo in quanto gli apostoli ci hanno raccontato.

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Poi se volete costruirvi un’altra fede, fate pure. Io resto ancorato alla mia perché so che prima del vescovo della mia Chiesa, rimontando indietro nel tempo, arrivo a uno di quei Dodici. Magari a Filippo di Betsaida che durante il lungo discorso di Gesù dopo l’ultima cena osa chiedere a Gesù di vedere il Padre. Spesso, purtroppo, incontro cristiani che hanno un’idea di Dio… poco cristiana!

Fatta di ricordi e approssimazioni, di sensazioni e “sentito dire”; mi rendo conto che la vera visione di Dio è difficile da lasciar emergere. Ci vuole tutta la vita per convertirci, per passare dal dio delle nostre paure al Dio di Gesù Cristo.

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Chi ha visto me, ha visto il Padre, risponde Gesù ad uno stranito Filippo. Difficile cogliere la ricchezza che la Chiesa ha scoperto dietro questa affermazione. Dunque Gesù è più di un rabbino, più di un profeta, più del Messia: è la manifestazione stessa del Padre, il Figlio di Dio.

E nello stesso tempo si identifica con Dio per poi, dopo la Pentecoste, parlare dello Spirito come manifestazione di Dio. Un Padre, un Figlio, lo Spirito. Nelle prime comunità si abbozza la consapevolezza del mistero di un Dio che è unico, ma non solitario, che è comunione, che è comunicazione, relazione d’amore. Un Dio che è Trinità e alla cui immagine siamo stati creati.

Non sa, Filippo, che la sua domanda ottiene una risposta che ci lascia intravvedere il mistero sconcertante di Dio Trinità. E Gesù avverte i discepoli e noi: qualunque cosa chiediamo al Padre nel suo nome la otteniamo.

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Perciò la Chiesa conclude ogni sua orazione ufficiale chiedendo “per Cristo nostro Signore”, in obbedienza a quanto il Signore ci ha chiesto. Per Cristo ci rivolgiamo al Padre, diventati figli nel Figlio, concittadini dei santi e famigliari di Dio. Che meraviglia!

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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