Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 30 Agosto 2020

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Va’ dietro a me, Satana!

DOMENICA 30 AGOSTO (Mt 16,21-17)

Satana è l’angelo delle tenebre che seduce, tenta, inganna ogni uomo, perché si allontani dal suo Signore, Creatore, Dio, disobbedendo alla sua Legge. Si lasci poi condurre dalla sua falsità e menzogna, generatrice di ogni morte. Le vie attraverso le quali lui tenta sono dirette e indirette. Sono dirette quando è personalmente lui che tenta. Sono indirette quando si serve di coloro che già camminano con i suoi pensieri di tenebra. Attraverso costoro vuole trascinare nella falsità ogni altro uomo. Anche la modalità perché ci si allontani e ci si separi da Dio è duplice. La prima modalità è un invito esplicito perché si disobbedisca al Comandamento. La seconda è la creazione da parte sua di una realtà nuova, che ci spinga o a ribellarci contro Dio, oppure a distaccarci dalla nostra vocazione e missione al fine di dedicarci a dare soluzioni nostre alla realtà che lui, Satana, ha creato per noi. Questa modalità indiretta la troviamo nel Libro di Giobbe: “Ora, un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore e anche Satana andò in mezzo a loro. Il Signore chiese a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dalla terra, che ho percorso in lungo e in largo».

Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male». Satana rispose al Signore: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui». Satana si ritirò dalla presenza del Signore” (Gb 1,6-12). Giobbe perse tutto, ma rimase saldo nella sua fede e nel suo amore per il suo Dio. In tutto questo non peccò Giobbe. Neanche quando Satana chiese la seconda prova delle totale perdita della salute. Gesù rivela agli Apostoli il suo mistero che è di morte e di risurrezione. Satana si serve di Pietro per tentare Gesù. Non vuole che vada a Gerusalemme. Se Gesù muore e risorge, il suo regno infernale andrà in rovina. Gesù vince la tentazione con grande fermezza di Spirito Santo. A Pietro, che gli fa da Satana, da vero tentatore, ordina di prendere il suo posto, che è rimanere discepolo in eterno. Mai lui dovrà essere il maestro del Maestro. Né oggi e neanche dopo. Mai.

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Domani saranno Pietro e i Dodici ad essere tentati da Satana per modalità indiretta. Il principe delle tenebre suggerisce alle donne di chiedere che vengano servite nella distribuzione quotidiana di quanto è utile al loro sostentamento. Pietro e i Dodici avvertono all’istante la tentazione, camuffata sotto le vesti di un servizio di carità e di amore, e rispondono con immediatezza che il loro ministero consiste nella preghiera e nella Parola. Ogni altra cosa va affidata ad altri. Chi è nello Spirito Santo sempre conosce la sua vocazione e missione e non si lascia distrarre da essa. Gesù nello Spirito Santo non si lascia tentare. I Dodici nello Spirito Santo non si lasciano tentare. Perché oggi si è caduti in una universale tentazione? Perché la Chiesa ha smarrito la sua vocazione e missione? Perché ogni cristiano si è lasciato derubare della sua particolare vocazione e missione? Questo accade perché ci si è separati dallo Spirito.

Madre di Dio, Angeli, Santi, colmateci di Spirito Santo per rimanere fedeli a Cristo.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.