Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 20 Novembre 2020

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Nel corso della sua giornata fatta di incontri, confronti, gesti e sguardi, Gesù sente la necessità di una sosta al tempio, di una pausa di deserto per mettersi in ascolto e ricaricare le batterie. Quello che trova è invece un caos di voci e urla che si sovrappongono, un tintinnio di soldi, un mercanteggiare frenetico che innesca la sua ira. Sente violato quel luogo privilegiato di intimità dove poter entrare in contatto con il Padre e con i figli del Padre, suoi fratelli: insegnava infatti ogni giorno nel tempio, con l’unico grande obiettivo di rivelare loro la reale vicinanza, di questo Padre.

Così, la casa che davvero sta a cuore al Signore, non sono quattro mura, ma lo spazio che siamo disposti a lasciargli abitare, dentro di noi: il nostro – per quanto imperfetto – tempio, unico e sacro ai suoi occhi. Lì, giorno dopo giorno, Lui desidera entrare, sedersi, sussurrarci e guidarci con la sua voce dolce e decisa, mai prepotente… voce che emerge in mezzo ad altre voci – gli scribi e i capi dei sacerdoti in noi – mascherate di una falsa autorevolezza ma incapaci di dare sostanza e bellezza al nostro cammino.

Signore, insegnaci a prenderci cura della casa che ci hai affidato, perché sia casa di preghiera, la preghiera del nostro quotidiano vissuto, non di parole o automatismi che rischiano di essere vuoti. Spalanca le finestre perché la invada unʼaria nuova, aiutaci a fare spazio, a ripulirla da tutto ciò che la ingombra, dai nostri calcoli egoistici, dalle preoccupazioni e le ansie da prestazione, dai nostri piani ultra dettagliati. Facci luogo di pace, di gratuità, di accoglienza, disponibile a un contatto profondo con il Padre e con i fratelli che incontriamo lungo il cammino.

Lisa Busignani

Rete Loyola (Bologna)


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato