Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 13 Agosto 2020

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L’odierna pagina evangelica pone alla nostra attenzione due temi fondamentali per la vita cristiana: la compassione ed il perdono.

COMPASSIONE

Il termine può essere scomposto in “ Cum-patere “, cioè patire con, soffrire insieme, sentire dall’interno, dalle viscere, unione profonda con colui il quale sta soffrendo.

E’ il sentimento che non può mancare nel cristiano, che, come fece il re della parabola, deve sentire come suoi i patimenti del fratello e cercare, con quello che ha a disposizione, di aiutarlo.

L’indifferenza o un cristianesimo intimistico e devozionale non generano compassione e fanno diventare “ sepolcri imbiancati “.

Analizziamo quindi, in questa giornata, il nostro animo e verifichiamo se sentiamo vera compassione verso i nostri fratelli.

PERDONO

Il perdono è una pietra miliare del cristianesimo.

Se non si riesce a perdonare non si è cristiani: non si sfugge da questo assioma.

Il cristiano sa, infatti, di essere stato perdonato da Dio o, meglio ancora, sa di essere ogni giorno perdonato per le sue colpe, i suoi peccati.

Se sa cio’ non può, a sua volta, non perdonare perché è consapevole che anche il fratello è creatura da amare e che, a causa della sua fragilità, puo’ anch’esso sbagliare.

Non ergiamoci, pertanto, mai a censori, a giudici degli altri ma, al contrario, non dimentichiamo che il Padre ci ha condonato “ diecimila talenti “, cioè, tutti i nostri peccati e, grati di questo immenso perdono, condoniamo anche noi ai nostri fratelli i “ cento denari “ che ci devono, cioè quelle piccole leggerezze da loro compiute a causa della loro fragilità, tanto simile alla nostra.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.