Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 5 Marzo 2020 – Mt 7, 7-12

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Medita

“Chiedete e vi sarà dato” (7, 7). Pregare è riconoscere che Dio è l’alfa e l’omega della nostra vita, tutto viene da Lui e tutto si compie attraverso di Lui. Chi ha questa fede scopre la gioia di consegnare tutto nelle mani del Padre, anche e soprattutto i desideri, le ansie, le preoccupazioni. Lo facciamo senza pretese e senza vantare diritti. A noi basta sapere che Dio ci ascolta e tutto orienta verso il bene. Gesù assicura che il Padre celeste risponderà ma non dice che ci darà esattamente quello che abbiamo chiesto.

Quando accade—e spesso accade!—di non ottenere quello che abbiamo chiesto, non vuol dire che Dio non ascolta o non si prende cura di noi, vuol dire semplicemente che vuole darci altro e in altro tempo. Pretendere di conoscere la volontà di Dio significa metterci al posto di Dio. La preghiera di domanda non sarebbe autentica se avesse qualche pretesa, anche minima. La fiducia è l’anima della preghiera, se non riceviamo quanto abbiamo chiesto, invece di dare spazio all’amarezza e di chiuderci nello sconforto, rinnoviamo con gioia la nostra fede e chiediamogli la grazia di accogliere con amore la sua volontà, anche se facciamo fatica a comprendere. Non possiamo misurare la bontà di Dio con le nostre attese! Anche se le nostre intenzioni sono sempre buone, non sempre chiediamo cose buone.

Chi ha più anni sulle spalle sa per esperienza che tante volte, sospinti dalla fretta di fare qualcosa, abbiamo compiuto scelte sbagliate. Il silenzio di Dio è un implicito invito a cercare ancora e a guardare più lontano.

Rifletti

Dobbiamo pregare sempre, senza stancarci mai, nella consapevolezza che tutta la nostra vita può e deve diventare preghiera, sia quando sediamo nei banchi di chiesa, sia quando siamo intenti a svolgere le nostre diverse mansioni. Ma alla preghiera delle labbra e del cuore deve far seguito quella del nostro operato nella vita di ogni giorno. Il primo motivo della nostra preghiera deve essere sempre quello che Gesù stesso ci ha suggerito nel Padre Nostro, e cioè che si compia in noi la volontà di Dio.

Prega

Offriamo in questa giornata la nostra preghiera
e le nostre azioni al Signore per le vocazioni in difficoltà.
La tua misericordia e la nostra vicinanza possano essere di sostegno
alle sorelle e ai fratelli che nei diversi stati di vita
—matrimonio, sacerdozio, consacrazione—
stanno vivendo un tempo di ripensamento e di prova.
Non si sentano giudicati, ma accompagnati e sostenuti
in questo tempo di fragilità.
Possano riscoprire il senso e il valore della propria vocazione,
segno dell’amore di Dio Padre.

Fonte: Ascolta e Medita – Febbraio 2020 curato da Domenico Coviello, Angela Castino – Arcidiocesi di Pisa – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi