Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 4 Aprile 2020

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Medita

Gesù ha appena compiuto uno dei miracoli più eclatanti del suo ministero pubblico:  la resurrezione di un uomo, morto già da tre giorni, sotto gli occhi di parecchi testimoni. Tale è lo sbalordimento che Giovanni ci informa che molti dei Giudei credetettero in Lui; ma anche che alcuni andarono a riferire l’accaduto ai farisei. Nella riunione del Sinedrio, “convocata d’urgenza” in seguito alle notizie provenienti da Betania, viene deciso che Gesù doveva morire. È il Sommo Sacerdote in persona, Caifa, che indirizza la decisione verso questo epilogo. E tuttavia il peso del suo ruolo da solo non sarebbe bastato, se è vero che, come ci riferisce Giovanni, egli ha dovuto mascherare la propria volontà con la veste della profezia.
Ma qui si vede come Dio riesca a scrivere diritto anche sulle nostre storte righe. Rimarca il cardinale Ravasi: “L’Evangelista, con la sua caratteristica ironia, osserva che quella dichiarazione—«è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo»—era in realtà un’interpretazione profetica delle vicende ultime di Gesù. Senza esserne consapevole, ma per mezzo della sua funzione religiosa di sacerdote, Caifa aveva preannunciato il valore salvifico della morte di Gesù a beneficio non solo di Israele, ma anche di tutti «i figli di Dio dispersi»”.
Caifa occupava indegnamente la “cattedra di Mosè”. Il suo interesse era puramente personale: mantenere lo status quo con i romani per conservare tutti i privilegi suoi e della sua casta. E tuttavia Giovanni “riconosce esplicitamente come punto decisivo della storia della salvezza il carisma legato alla sua carica” anche con l’intento di “richiamare alla memoria della Chiesa del suo tempo questa distinzione fra autorità e condotta di vita, tra ciò che dicono e ciò che fanno”. (Benedetto XVI)

Rifletti

Ringraziamo Dio per la santità di vita di tanti suoi ministri, per la coerenza fra ciò che dicono e ciò che fanno, e preghiamo per coloro che “dicono ma non fanno”. E noi, semplici fedeli, quanto mettiamo in pratica di ciò che, a parole, professiamo?

Prega

Chiediamo al Signore, per intercessione della Vergine Maria,
di sciogliere la durezza dei cuori e la ristrettezza delle menti,
perché siamo aperti alla sua grazia,
alla sua verità e alla sua missione di bontà e misericordia,
che è indirizzata a tutti, senza alcuna esclusione.
(Papa Francesco)

Fonte: Ascolta e Medita – Marzo 2020 curato da Domenico Coviello, Angela Castino – Arcidiocesi di Pisa – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi