La misericordia si impara. Non ci è connaturale Perché non siamo noi Dio. Dio è misericordia. Noi no. E come si impara? Seguendo Gesù. Come Matteo che ha imparato ad essere misericordioso dal giorno in cui si è alzato dal banco delle sue imposte e da strozzino è diventato misericordioso nei confronti dei suoi fratelli.
La misericordia di Dio chiama tutti a seguirla. Tutti. In primis chi non la conosce. Chi fa fatica a vivere l’amore, l’autenticità, la verità. Sono i ” poveri” coloro che mancano di Dio. Per loro Dio è venuto nella carne di Gesù.
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E c’è ancora chi si scandalizza di questo, anche tra i cristiani. Vorrebbero un Dio giudice, che merita i buoni e punisce chi sbaglia. Sono coloro che non seguono Gesù e non sanno cosa significhi misericordia. Perché misericordia non è solo il semplice perdono dei peccati, come di solito si intende. È molto di più. È una rinascita! La misericordia di Dio azzera tutto il marcio che è in noi e produce una rinascita. Si inizia daccapo e in maniera diversa da prima. Siamo guariti dentro, capaci cioè di amare e di usare misericordia.
Allora la domanda dei farisei di ieri e di oggi è faziosa, incredula e meschina. Gesù risponde a costoro che finché resteranno nel loro schema mentale avranno il cuore indurito alla misericordia e non potranno riceverla.
Sono anche io tra costoro? Oppure sono stato graziato come Matteo e ho fatto esperienza di rinascita perché ho avuto il coraggio di alzarmi dal banco delle mia vita impostora?
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
