Gesù dona all’ascesi un senso nuovo. Questo senso non è la mortificazione. Ma è il riconoscere in modo acuto la fame e la sete dello Sposo. Usando il motivo nuziale, infatti, Cristo stravolge il senso antico e classico del digiuno e delle varie pratiche ascetiche.
Il centro non è l’io con il suo desiderio di primeggiare, di superare ostacoli. Il centro è Dio. Non un dio qualsiasi. Il Dio Sposo. Detto in poche parole.
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Non si digiuna per riempirsi di meriti, ma per fare spazio, per riconoscere un vuoto, un vuoto che solo l’Amato può riempire.
Fonte: il sito di Robert Cheaib
Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
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Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9, 14-17
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».
Parola del Signore.
