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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 luglio 2026

Mistero dell’oscurità che segna la nostra natura! Gesù guarisce, predica, ama, annuncia.

E quando spiega le ragioni del suo comportamento, argomenta, cita la Scrittura, invita ad avere uno sguardo misericordioso. E la conseguenza qual è?

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I farisei lo vogliono eliminare, far fuori, figli dell’intolleranza religiosa (morbo che ha colpito anche molti cristiani lungo i secoli). Quello che Gesù dice, dal loro punto di vista, è sbagliato e, non riuscendo ad argomentare, pensano di far fuori direttamente Gesù…

Il quale non li sfida ma se ne va, portandosi dietro coloro che hanno accolto la sua visione e sono guariti nel profondo. Grande Gesù!

E Matteo, che racconta tutto questo, lui, uno dei guariti, dei perdonati, dei riconciliati, rilegge l’atteggiamento di Gesù alla luce della Parola e della profezia. Cita Isaia, uno dei pochi che descrive l’inviato di Dio, il Messia, non come un guerriero palestrato e furioso pronto a sgominare i nemici di Israele e a riportare la giustizia con la forza, ma con tenerezza e pazienza, senza spegnere la fiammella incerta o spezzare la canna che si è incrinata.

Un Messia che si prende cura, che accudisce, che alimenta la speranza. Nessuna violenza nelle sue parole e nei suoi gesti, nelle sue argomentazioni e nelle sue scelte, perché lo Spirito si è posato su di lui, lo ha colmato della sua presenza.

E a questo atteggiamento si ispira (dovrebbe ispirarsi sempre) la Chiesa:

  • Incoraggiare, non punire,
  • accompagnare, non giudicare,
  • amare, non porre condizioni.

Spesso, troppo spesso!, noi cristiani veniamo percepiti come intolleranti, rigidi, giudicanti, sempre pronti a rimarcare quanto non funziona, come avvocati difensori di Dio. Non deve essere così: siamo dei guaritori feriti, dei peccatori perdonati che hanno conosciuto e incontrato la compassione e la tenerezza e anche quando accompagniamo le persone a fare verità in loro stesse, così come accaduto a noi, lo facciamo con amore e compassione, lasciando che sia Dio ad agire, non le nostre regole.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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