Robert Cheaib – Commento al Vangelo del 31 Dicembre 2019

Jean LaFrance paragona il Prologo del vangelo di Giovanni al «principio e fondamento» degli esercizi spirituali di sant’Ignazio di Loyola.

Si tratta, cioè, di indicazioni fondamentali volte a orientare la vita verso l’essenziale, verso ciò che conta, anzi, verso Colui che ci ha creati non per vivacchiare, ma per vivere della pienezza che è egli stesso. «In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini».

Lui è la pienezza nostra, in lui trova senso e luce la nostra esistenza. Senza di lui, i contorni dell’esistenza sono oscuri ed enigmatici. Il Logos, il Figlio unigenito ci spiega il Padre, ci rivela l’essenza di Dio.

Ma ci spiega anche l’uomo, ci rivela il senso e l’essenza dell’umanità. In chiusura di quest’anno apriamoci a Colui che viene tra i suoi, viene ancora oggi in mezzo a noi e vuole porre la sua tenda.

Fonte: il sito di Robert Cheaib oppure il suo canale Telegram

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Il Verbo si fece carne.
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 1, 1-18   In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.   Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.   In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.   Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.   Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.   A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.   E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.   Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».   Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.   Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. Parola del Signore

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