E perse la testa. Non mi riferisco tanto a Giovanni il Battezzatore, del quale celebriamo oggi il martirio, quanto piuttosto a Erode Antipa. Infatti il vangelo sembra spostare l’attenzione su di lui: sul fatto che perse la testa per la nipote Salome. Antipa dimostra così tutto il suo essere manipolabile, come una “canna sbattuta dal vento”, per usare l’immagine che fece coniare sulla propria moneta.
Antipa è “sbattuto” da Erodiade, sua seconda moglie, pur cognata perché già sposa del fratellastro Erode Filippo. A sua volta, Erodiade era figlia di Aristobulo, come Filippo e Antipa anch’egli a sua volta figlio di Erode il Grande, e di Salome I, sorella di Erode il Grande. La genealogia erodiana – tra fratellastri, cuginastri e coniugi quasi tutti imparentati tra loro – è degna di una lunga e articolata telenovela.
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Non penso che ciò sfuggisse anche al Battista, che pure se la prende specificamente con la relazione tra Antipa ed Erodiade; forse proprio perché sbilanciata, oggi diremmo “tossica”, e non solamente a livello di bigama incestuosità. Erode il Grande, con le sue dieci mogli, ne aveva combinato di maggiori.
Il martirio di Giovanni è prova di tutte queste manipolazioni. Così come l’esilio di Antipa, dopo che questi fu mal consigliato da Erodiade di farsi affidare il regno da Caligola. Fu la sua fine. Giovanni, dotato di spirito profetico, intuiva la fine di questo processo, prima che la sua.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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