Nel primo secolo l’infanticidio non era raro. Il pater familias aveva diritto di vita e di morte sui figli. Molti nuovi nati finivano esposti sull’uscio di casa e – se resistevano – presi come schiavi. Abbandonare un bambino non era reato: spesso veniva fatto senza pensarci troppo, perlomeno nel mondo greco e romano; un po’ diversamente era per gli ebrei. Oggi persino gli animali d’affezione come – giustamente – sono più tutelati di un bimbo di allora.
Ed ecco che la scena plastica del vangelo di oggi acquista un significato ancora più incisivo. Morna Hooker la definisce una “parabola in azione”: mette al centro della scena quel servo/bambino (in aramaico entrambi indicati con il termine talya’) offrendolo come modello. Infatti i discepoli – avendo fatto proprio l’opposto dell’insegnamento sul “rinnegare sé stessi” – non si accontentavano di essere riconosciuti come “grandi”, ma ciascuno di essi cercava di essere “il più grande”.
Se enfatizziamo il verbo “accogliere”, il contesto originario potrebbe essere stato un dibattito sulla partecipazione dei bambini agli incontri delle prime comunità, come ancora oggi si dibatte sul fastidio che arrecherebbero a Messa … Oppure ancora, tornando al contesto dell’infanticidio, potrebbe essere sorto in un contesto missionario, per rispondere al dibattito sulla liceità dell’abbandono delle creature: per Gesù, indubbiamente, sono nuove sorelle e fratelli, nuovi figli e figlie di Dio e modelli da abbracciare. La vera grandezza sta in una scelta controculturale: accogliere come esempi proprio coloro che la società scarta – allora, come oggi – significa accogliere Dio che in quello scarto si identifica.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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