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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 9 Gennaio 2025

Gesù è rimasto spiacevolmente colpito dalla durezza di cuore dei suoi discepoli. Pensava fossero pronti a cogliere la logica del Vangelo, li aveva pure mandati ad evangelizzare con grande successo! Ma, davanti alla folla affamata, l’unica soluzione che hanno trovato è stata quella di rimandarli a casa.

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Così per noi, a volte: scopriamo con gioia inattesa la meravigliosa presenza di Cristo, ci entusiasmiamo, impariamo a pregare, a meditare, a scrutare le scritture. Solo che, davanti alle tante richieste, alla fame della folla, restiamo spiazzati, costernati. Ci sembra che sia tutto troppo. E li cacciamo fuori dalla nostra vita, fuori dalle nostre chiese.

No, non se l’aspettava, il Maestro, una tale durezza di cuore da parte dei suoi discepoli. Così li costringe a prendere il largo, a raggiungere l’altra riva del lago di Tiberiade, quella in cui abitano i pagani. Lui, pensieroso, sale sulla montagna a pregare, a capire, a decidere sul da farsi.

Anche Gesù ha avuto dei ripensamenti, anche lui si è domandato se valesse la pena continuare a fidarsi di quei Dodici che si sono rivelati così poco adatti al compito che li attende. In basso, intanto, scoppia la tempesta: senza Cristo con noi non riusciamo a dominare le nostre paure e preoccupazioni.

Gesù aspetta tutta la notte per decidere e, alla fine, sceglie di non sceglierne altri. Sceglie di insistere, di provare ancora, di non abbandonare quei discepoli per cui, pure, aveva lungamente pregato.

La Chiesa è fatta da noi, persone fragili e inadatte che Dio sceglie per annunciare il suo volto di compassione. E non cambia idea, anche quando sbagliamo, anche quando ci riveliamo ampiamente e pervicacemente inadatti.

Li raggiunge, ci raggiunge, in mezzo alla tempesta e, nonostante tutto, ancora ci fa coraggio. Siamo pessimi marinai, incapaci e pavidi, eppure il Signore ancora ci raggiunge alla fine di ogni notte. La tempesta è placata, la barca torna da dove era partita. Il cammino da fare è ancora tutto da fare.

+++Commento tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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