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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 7 Ottobre 2025

Vangelo del giorno di Lc 10,38-42

Dal Vangelo secondo Luca
 
38Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. 39Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. 40Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. 41Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, 42ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”.

Parola del Signore.

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È facile immaginare la scena: Gesù, verso la fine del pomeriggio, quando il caldo di Gerusalemme cede il passo al vento, scendeva la valle del Cedron e risaliva il monte degli Ulivi, per superare Betfage e raggiungere il piccolo villaggio di Betania.

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A Betania lo aspettava una famiglia di amici, conosciuti chissà quando, chissà come. Un focolare in cui rifugiarsi, in cui, forse, ritrovare la dimensione famigliare di Nazareth, per prendere fiato ed allontanarsi dalla Gerusalemme che uccide i profeti.

Che emozione suscita questo Dio che chiede ospitalità! Che sveste i panni del profeta per indossare quelli dell’amico che cerca sollievo, da invitare a cena, alla buona, uno di casa.

Che bello sarebbe fare della mia giornata, oggi, una piccola Betania, per dire ancora al Signore: se hai bisogno, fermati, Signore, in casa mia c’è posto per te. Così, alla buona, senza dover chiedere, senza preoccuparsi se la casa è in disordine, come si fa con i veri amici, i pochi, quelli preziosi.

Ci sono alcuni particolari splendidi nel racconto di oggi: Maria ascolta Gesù seduta, come facevano i discepoli con i rabbini ed è Marta ad accogliere il Maestro, compito che spettava al maschio di casa e che l’evangelista Luca riserva alle sorelle.

Gesù mette al centro della sua azione due donne, cosa impensabile per la mentalità del tempo! Le donne erano le serve dei mariti e, dicevano i rabbini, era meglio bruciare la Parola che farla leggere ad una donna…

Gesù ribalta la logica maschilista e, come già fatto con sua madre, propone come modello dell’ascolto una donna.

Maria e Marta rappresentano le due dimensioni della vita interiore: la preghiera e l’azione. Maria ascolta con attenzione le parole del Maestro, le manda a memoria, se ne abbevera.

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Marta realizza la beatitudine dell’accoglienza, la concretezza dell’amore e dell’ospitalità. Anche lei sa che l’ascolto del Maestro è l’origine di ogni incontro, ma sa anche che se questo incontro non cambia la vita, resta sterile e inconcludente.

Marta nutre il Cristo che Maria adora.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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