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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 4 Marzo 2025

Vangelo di Marco – Mc 10,28-31

Riceverete in questo tempo cento volte tanto insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».
 
Parola del Signore.

Pietro è spiazzato dopo avere visto il giovane ricco andarsene e dopo avere ascoltato la durezza delle parole del Signore, che parlava della ricchezza come ostacolo. Sembra quasi schernirsi, far notare che, alla fine, lui ha lasciato quel poco che aveva. Tenero.

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E Gesù rilancia: non guardare a quanto hai lasciato ma a quanto stai trovando. Non mercanteggiare con Dio facendo l’elenco dei tuoi buoni propositi e delle tue sante rinunce, guarda a quanto hai guadagnato accogliendo l’annuncio.

A volte anche noi entriamo in questa logica: ci sentiamo virtuosi per avere praticato delle rinunce che facciamo notare a Dio. Pensiamo, piuttosto, a quanto abbiamo ricevuto: in gioia, prospettiva, speranza, autenticità, tenerezza, gioia di vivere, amicizia.

Accogliendo la stordente novità del Vangelo, abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere cento volte tanto. Non in fama o in ricchezza, non in gloria o in applausi, non in potere o in favori. Ma in relazioni, in fraternità, in verità, in gioia.

Sì, è così, anche per me. Non posso dire di avere osservato i comandamenti. E, ad essere sincero, spesso sono legato a troppe cose e non ho lasciato tutto per seguire il Signore. Ma nonostante questi limiti, nonostante queste incongruenze, posso dire con verità di avere ricevuto cento volte tanto.

In vita, in bene, in luce, in pace, in cuore, in verità, in pienezza. Una vita, la mia, la nostra, colma di tante cose: di fioritura, di amore, di relazioni significative, di fratellanza, di speranza, di compassione, di tenerezza, di fiducia. Una vita piena, densa, donata, incentrata sull’amore accolto e condiviso.

Pietro vuole in qualche modo essere rassicurato e il Signore lo rassicura, aprendolo ad una lettura della sua vita ricca e feconda. Così anche per noi: proviamo, oggi, a ritagliarci qualche minuto per fare memoria del cento volte tanto nella nostra vita. Un piccolo elenco di gioia che ci deriva dall’essere discepoli. Ricordarcelo ci fa del bene.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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