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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 4 Giugno 2024

L’odio nei confronti di Gesù è riuscito a mettere insieme due partiti inconciliabili: i farisei, che conosciamo per la loro rigidezza nell’applicare le norme religiose, e gli erodiani, che, come il re cui si ispiravano, utilizzava la religione per fini politici.

Gli uni strenui difensori dell’autonomia di Israele e nostalgici del regno di Davide, gli altri collaborazionisti dell’odiato Impero romano. L’obiettivo, per entrambi, è uno solo: mettere in difficoltà il profeta del Nord.

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Gli erodiani erano alleati dell’invasore romano e consideravano giusto pagare la tassa a Roma. Non così i farisei che lo consideravano un sopruso. La trappola tesa a Gesù è ben congegnata: si dimostrerà simpatizzante dei romani? Si dimostrerà un anarchico disobbediente?

Quante volte, anche noi, ci confrontiamo con persone che fingendo di interessarsi alla nostra fede altro non desiderano che mostrare la loro presunta superiorità intellettuale e giocano con le parole per metterci in difficoltà! Ma Gesù non si lascia trarre in inganno: chiede ai farisei, che non dovrebbero tenerla, una delle monete romane con impressa l’effigie dell’imperatore.

Un palese atto di idolatria. Come spesso accade a parole siamo tutti integerrimi ma quando si tocca il portafoglio le cose cambiano… Il finale della trappola è quasi comico: Gesù chiede di pagare le tasse restituendo la moneta al legittimo proprietario di cui riporta appunto il ritratto. E ammonisce: non giochiamo con Dio, non giochiamo con Cesare!

Sappiamo distinguere i vari livelli senza confonderli o piegarli arbitrariamente l’uno all’altro. Diamo a Dio ciò che gli è proprio, senza fare di Cesare un dio o di Dio un servo. Così la nostra vita di fede orienta e feconda ogni nostra scelta, certo, ma non va svenduta per fini politici o di potere.

Siamo capaci da soli a gestire la cosa pubblica, senza appellarci a Dio. Ma a Dio riconduciamo l’essenziale che è la nostra anima profonda. Capaci di interagire con Cesare, perdutamente innamorati di Dio.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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