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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 31 Gennaio 2025

È il seme il protagonista di questa breve parabola pronunciata dal Signore Gesù: a lui possiamo ricondurre tutte le azioni, anche i tempi verbali. Il seme della Parola porta in sé la capacità di crescere, di portare frutto, di sfamare la nostra fame e sete di infinito.

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Non necessita di particolari attenzioni, non di azioni magiche, non di sforzi sovrumani. Il seme, anche se minuscolo, anche apparentemente insignificante, agisce, porta dentro di sé una forza che ci sfugge, insita, sua propria, intangibile.

Così è la Parola che ha raggiunto ciascuno di noi, in questa giornata, dopo due millenni di eventi, di contraddizioni, di controtestimonianza da parte di noi pavidi cristiani. Oltre la Storia, dentro la Storia e le nostre piccole storie, da bocca a orecchio, il seme dell’annuncio è diventato prima un arbusto, poi una gigantesca foresta alla cui ombra ci siamo rifugiati.

Ma, oggi, nella nostra Europa, la grande quercia dell’annuncio viene minacciata da indifferenza e ateismo dilagante. Non è colpa di nessuno, non ci sono nemici organizzati ma, semmai, il gioco della libertà di ogni uomo che può, se vuole, riscoprire il Vangelo per se stesso.

Viviamo tempi difficili: il mondo che abbiamo conosciuto, le chiese piene, i gruppi giovanili, la carità operosa, in molte zone d’Italia sono solo un ricordo. Comunità stanche e demotivate, spesso, sopravvivono a loro stesse, fiduciose, certo, ma anche rassegnate ad occupare un posto marginale nella nostra società sazia e disperata.

Abbiamo raccolto con abbondanza, negli anni scorsi, quanti altri, prima di noi, avevano seminato. Ora che il raccolto scarseggia, è tempo di semina, non di raccolta. Invece di passare il tempo a lamentarci, rimbocchiamoci le maniche e lasciamo cadere abbondantemente il seme della Parola nei solchi della nostra e dell’altrui vita.

Altri, un giorno, raccoglieranno. È tempo di seminare. Come? Amando dell’amore con cui siamo stati amati. Seminiamo amore, in silenzio, con ostinazione. Amiamo.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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