Cristo è stato segnato dallo Spirito, come profetato da Isaia, e annuncia ai poveri il lieto annuncio, proclamando liberazione ai prigionieri e vista ai ciechi e libertà agli oppressi.
Ed è esattamente quello che ha fatto in tutta la sua vita e che ci chiede di fare, continuamente, qui, oggi. Non perché siamo speciali ma perché noi per primi abbiamo ricevuto l’annuncio, noi siamo stati liberati e guariti e alleggeriti.
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Feritori guariti, possiamo testimoniare, a volte anche con le parole, quanto profetato da Isaia. Suggerire la liberazione a quanti sono prigionieri del giudizio degli altri o delle passioni che avvelenano le scelte, mostrare la sorgente dalla luce a chi non vede con il cuore e l’anima, togliere il peso che opprime la vita di molte persone mostrando loro che sono libere di amare, libere per amare.
E questo siamo chiamato a farlo a partire dai luoghi che frequentiamo, dalle nostre parrocchie sgarrupate, stanche, chiuse. Come fa Gesù che non ha paura di osare, di mostrare la propria vita come realizzazione di quel percorso di liberazione profetato da Isaia.
Solo che, come succede in tutti i paesini e le comunità chiuse (anche cattoliche!), subito alziamo il sopracciglio: ma chi si crede di essere questo ragazzone? Si è montato la testa! E i toni si alzano.
Dentro la comunità. Non c’è cosa peggiore del parlare di Gesù ai cristiani: sanno già tutto!
Allora facciamo come fa Gesù: tiriamo dritto, andiamo a Gerusalemme. Cioè andiamo alla sorgente della nostra fede, torniamo all’essenziale, viviamo senza aspettarci il plauso o il riconoscimento.
Lasciamo perdere e osiamo credere, crescere, testimoniare.
È tempo, e da tempo!, di andare all’essenziale nelle nostre comunità, nella nostra testimonianza.
Dire di Dio e parlare e vivere nella libertà che ci dona lo Spirito, non per farci un Vangelo a nostra immagine e somiglianza ma per annunciare la liberazione, anche da un’idea di Dio soffocante e mortificante. Come ha saputo fare Gesù.
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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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