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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 28 luglio 2026

Dio semina il bene bel mondo e siamo noi ad essere testimoni di quel bene accolto e ricevuto.

Dio dona con abbondanza la sua Parola che cade nel campo e fa crescere il grando buono.

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Ma esiste l’avversario, il nemico, che semina il male, la zizzania, che in tutto assomiglia al grano salvo il non portare alcun frutto.

È un dato di realtà, una constatazione: il male esiste e lavora, agisce nelle nostre vite e nella storia.

È non è quel mostricciatolo che raffiguriamo, niente zampette e corna (chi seguirebbe uno così?) ma ha il fascino del successo, del narcisismo, della fama.

Zizzania e grano crescono insieme, intorno a noi e dentro di noi, legati, quasi indistinguibili.

E il desiderio di fare come i servi della parabola, tentando di strappare tutto, è forte.

Il Signore ci ammonisce: pazienza operai del Regno!

Il rischio è sempre quello di strappare il grano buono insieme alla zizzania, perché solo dai frutti riconosciamo la bontà di una persona.

Spesso, anche fra noi cattolici, troviamo una forte e santa intolleranza, lo si vede nei commenti, nei giudizi, nelle prese di posizione apparentemente fatte per custodire il Vangelo.

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Ma che nascondono, invece, l’ansia di mettere ordine, di sistemare le cose, di cacciare il maligno.

Non questo ci chiede il Signore ma di coltivare il grano buono in noi e attorno a noi, di custodire, curare, incoraggiare le cose belle che ci sono lasciando al Signore, nella pienezza dei tempi, il compito di rendere testimonianza alla pazienza e alla misericordia del Padre.

Bene, allora, nel discernimento spirituale vedere:

  • le cose da cambiare
  • i difetti da arginare
  • le virtù da coltivare

ma sempre nella piena consapevolezza che siamo esseri in divenire, in crescita e che tutto ha un orizzonte di salvezza.

Credibili ma non ossessionati da un’improbabile perfezione, da un’asettica coerenza che tanto allontana dal Vangelo.

Lasciamo fare a Dio il suo mestiere, nella gioia di poter lavorare nel campo del mondo che è benedetto e luminoso.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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